Pronti a rischiare la vita per #LaFamiglia

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Family day avevamo paura degli attentati ma eravamo pronti anche a morire per una giusta causa.

Le mie considerazioni su Family Day possono essere poco rilevanti ma io che l’ho vissuto dalla piazza, in mezzo al popolo e non sul palco, vi posso assicurare che il popolo quando si muove, si muove sul serio! E non va sottovalutato.

Tanti hanno fatto ore e ore di viaggio con figli piccoli per essere lì al Circo Massimo. Affianco a noi c’era addirittura una coppia, con una bimba di 10 giorni.

Giovani, vecchietti, cattolici, musulmani, islamici, ortodossi e chi ne ha più ne metta, tutti insieme per difendere una causa giusta. La famiglia e i diritti dei bambini!

Tante volte ho pensato vivendo in Italia da 17 anni, che qui molti sono omertosi, si, perché si lamentano di tutto, sparlano di tutti ma quando c’è da prendere le posizioni, di uscire fuori di dire la verità che si pensa o sa, allora deserto, non c’è nessuno.

Invece 30 gennaio, quel giorno storico, in parte, ho cambiato idea.

Cominciamo dal fatto che Mario Adinolfi quando lo “conobbi” da Barbara D’Urso circa 7 anni fa mi stava letteralmente sulle scatole. Un polemico, antipatico orso yoghi.

Non avrei mai pensato di combattere vicino a lui per questa battaglia né tanto meno scrivere per il suo giornale.

Poi lo senti parlare per la prima volta ad Ancona 2 anni fa in un incontro al palasport, di bambini, utero in affitto e matrimoni gay. Per la prima volta mi senti d’accordo con lui su ogni cosa che diceva.

Quel giorno non lo salutai nemmeno, gli scrissi privatamente. ” Non mi sei mai stato simpatico, ma oggi ho cambiato idea”, lui mi rispose che si ricordava di me, alla volta della D’Urso è già lì la mia storia lo aveva colpito.

Mi fece la proposta di raccontarla per il suo giornale e da lì in poi, semplicemente quando ho voglia di dire la mia, lo posso fare.

Ed eccomi qua, dire la mia su Family Day. Non vi nascondo che il nostro “amore” fraterno è stato messo in discussione quando ho saputo del suo divorzio e nuovo matrimonio celebrato a Las Vegas con una bella e giovane ragazza.

Io estremista di famiglie e matrimoni uniti, ho pensato che era un altro quaquaraquà.

Che va, predica bene e poi razzola male.

Ed è questa una delle accuse che gli vengono mosse da tanti giornalisti a proposito di Family Day. Ma solo gli stupidi non cambiano idea. E quindi l’ho cambiata anche in questo caso.

Io sono stata come loro, la crisi mia è durata qualche settimana in cui lo osservavo e pregavo per lui. Poi ho capito. Sono io quella sbagliata, perché giudico una persona e in questo modo la uccido, le taglio le gambe. Sopratutto perché tutti noi abbiamo una nostra missione nella vita, per rendere migliore questo mondo, lui nonostante non è perfetto, come non lo sono io, la porta avanti. Andando contro tutti, per una verità che non può essere messa in discussione.

Quindi ho deciso di collaborare di dare un mio piccolo contributo per questa causa.

Oggi io sono sposata, spero anche in futuro, ma nella vita non si sa mai, quindi nessuno di noi si può permettere di giudicare la vita di un altra persona, perché domani possiamo stare al suo posto. La possiamo solo aiutare e starle accanto quando ne avrà bisogno, indicandole la via della verità e gioia che è per tutti. Sperando che se un giorno ne avremo bisogno qualcuno lo farà con noi.

Ma ci sono alcuni che di questa via non ne vogliono proprio sapere. Alcuni che al posto della testa hanno un ortaggio. Sono disgustata da certi commenti di Vladimir Luxuria che prima dichiara ” le donne che affittato proprio utero alle coppie gay, lo fanno per generosità e non per i soldi” e poi attacca su Twitter un sacerdote che organizza il pullman da Orsara un paesino in Puglia per Family Day. Volevo ricordarti caro Luxuria che se uno è generoso, lo deve fare gratis, quindi se queste donne sono così generose possono affittare gratuitamente proprio utero. Perché non lo fanno? Perché è un business !

Non finisce qui, la volta adesso è di Barbara D’Urso. Io non guardo la televisione, ma mi sono soffermata a guardare una puntata di Domenica Live ( o come si chiama ) perché parlavano di FamilyDay. È stata una cosa vergognosa. Cominciando da orecchini arcobaleno che si è messa molto kitsch, per finire a tutti gli ospiti che aveva invitato nel corso di tutta la puntata. Tutti naturalmente di parte e faziosi,amici di persone omosessuali che grazie a loro sono stati salvati dalla depressione, chi ha ridato loro la vita e sorriso e ovviamente tutti e dico tutti pro stepchild adoption e matrimoni gay .

Evviva la parità di opinioni. Povera la Gelmini, Formigoni è un psicologo che sono stati attaccati, senza poter rispondere e interrotti dalla D’Urso e suoi ospiti continuamente.

Mi chiedo perché non ha invitato Mario Adinolfi, Gandolfini o Gianfranco Amato? Forse perché li teme? Perché avrebbero azzittito subito un Checchi Paone tutto eccitato che parlava senza senso giusto perché ha la lingua in bocca insieme agli altri che gridavano solo dei propri pseudo diritti. L’unico servizio che andato in onda sulla vera famiglia con 13 figli, magicamente è stato interrotto dopo 30 secondi per problemi tecnici.

Lo stesso vergognoso intervento contro Family Day lo ha fatto Fiorella Mannoia su suo profilo Facebook e altri cosiddetti artisti, che ormai si sono bevuti il cervello. E io tanti di loro li conosco personalmente, depressi, finti, arrabbiati con la vita. Ormai la loro missione è solo quella di andare contro qualcuno così forse qualcuno ne parla guadagnandosi qualche istante d’attenzione o qualche ospitata in TV.

Parlano tutti di diritti ma i diritti e noi lo sappiamo devono essere dati prima di tutto ai bambini. Loro hanno il diritto di nascere in una famiglia da un papà è una mamma.

Loro hanno il diritto di sapere chi gli ha generati. Loro hanno il diritto di essere amati.

Tante famiglie oggi si sfasciano per la crisi, e la mancanza di lavoro, aiutiamo loro! Diamo possibilità alle famiglie che ci sono già di vivere serenamente.

Mi ha riempito il cuore di gioia vedere 2 milioni di persone a combattere per un unica verità, la famiglia! Godevo proprio!

I miei “colleghi” hanno scritto ormai dappertutto quali sono i diritti che stiamo difendendo, quindi non lo faccio. Tanto avete capito. Non siamo qui per negare i diritti degli omosessuali, perché anche loro hanno bisogno di leggi per essere tutelati nelle loro unioni. Ma essi non sono né matrimonio, né adozione dei bambini. Se una cosa non ti viene data naturalmente non è tua e non lo potrà mai essere. Solo uomo e donna possono generare dei figli e noi i figli li facciamo! Loro vogliono fare un vero e proprio abominio. Traffico illegale di essere umani. La schiavitu ormai in Europa non esiste e stepchild adoption è la porta proprio per un mercato di essere umani. I bambini non si toccano!

Se ci sono tanti bambini nei orfanotrofi facciamo delle leggi che agevolano le adozioni per le famiglie eterosessuali e non mettiamo in questo mondo bambini che sono già destinati alla depressione e sofferenza perché un giorno vorrano sapere chi è il loro vero padre o la loro vera mamma!

La Chiesa qui non c’entra niente è il ciclo della vita! Sono molto felice che eravamo presenti in piazza con varie etnie religiose, felice che non c’era nessun vescovo a parlare, ma nonostante questo il Circo Massimo era pieno di sacerdoti, consacrati e suore della nostra chiesa.

Sono felice che avete avuto il coraggio di venire, tutti quanti!

Perché come diceva uno degli striscioni, Renzi deve tremare, perché ci ricorderemo !

A proposito del presidente del consiglio oggi mi ha scritto anche il mio ex fidanzato, che dovevo sposare una volta, il nipote del ex premier Zio Silvio, Paolo Enrico Beretta. E il suo messaggio diceva ” Ciao Ania , ho visto le vostre foto. ( di Family Day ndr ) Anche io penso che la famiglia debba essere fatta da una mamma un papà e figli”

Un messaggio che mi ha strappato un sorriso dopo aver visto le pagliacciate nel programma della D’Urso.

Un messaggio che hanno condiviso in 2 milioni in piazza e i tanti che non sono potuti venire erano lì con il cuore.

Un messaggio che nonostante grande allerta per attentati terroristici ha fatto uscire di casa tutte queste persone per unirci insieme al circo massimo di Roma, pronti a perdere anche la vita per difendere la più grande verità di tutti tempi che è la famiglia e gridare insieme Stop Cirinnà! Perché come diceva San Giovanni Cristostomo dobbiamo essere pronti a perdere tutto nella vita, come hanno fatto martiri, anche la vita stessa ma non perdere la fede! Perché a cosa ci servirà guadagnare il mondo intero se perderemo l’eternita ? 

Noi siamo per un amore libero, non libertino.

Ania Goledzinowska

per La Croce Quotidiano

 

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