LA PARALISI NEL SONNO E UNA PRESENZA OSCURA – Una storia impressionante

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Non riuscirsi a muovere, parlare, ma essere sveglio è una sensazione a dir poco inquietante. Moltissime sono le testimonianze di persone che lo hanno vissuto.

Si chiamano “paralisi ipnagogiche”, in gergo medico. Dicono che capitino a chi già è affetto da qualche forma di narcolessia. Ma in realtà, precisano subito, possono accadere a chiunque. A sentire alcuni racconti, tuttavia, pare di non dover trascurare gli inquietanti accenni a “presenze oscure”: senza paranoie, certo, ma senza dimenticare l’esistenza di un mondo invisibile

La medicina come sempre ha un suo modo di spiegare le cose:

“In genere la paralisi ipnagogica colpisce le persone che già soffrono di qualche forma di narcolessia, ma in realtà può capitare davvero a chiunque. Questa condizione è caratterizzata da una paralisi muscolare che si verifica durante le fasi iniziali del sonno, o più raramente al momento del risveglio. Gli episodi di paralisi nel sonno possono includere anche allucinazioni—la più comune delle quali è l’angosciante sensazione che ci sia qualcun altro con te nella stanza.”

Ma siamo sicuri che si tratti di questo?

Nella testimonianza raccontata a Mathieu Portogallo  da un ragazzo  di nome Geoffrei si legge che le “paralisi” sono presenti da quando era piccolo

Ritrovarmi paralizzato nel letto è qualcosa che mi è sempre accaduto, a cadenza regolare, fin da quando ero alle elementari. Quando mi capita, rimango bloccato in uno stato a metà tra il sonno e la veglia; come se il mio cervello fosse completamente sveglio ma per qualche ragione non riuscissi a muovermi o a parlare. Mi serve tutta la forza che ho per riuscire a emettere pochi deboli mugolii. Nel mio caso, gli episodi di paralisi nel sonno mi capitano sempre nel momento in cui sto per addormentarmi. Mi ritrovo sdraiato con la sensazione di essere paralizzato e che ci sia una presenza oscura che aleggia intorno a me. È come un’ombra che ondeggia sempre più vicino a me, finché non riesco a chiudere gli occhi. Quando succede sudo abbondantemente, ma a volte mi capita anche di sentire un’inspiegabile folata di aria fresca che non ha niente a che vedere con la temperatura del posto in cui mi trovo.

Per me, questo “intruso” si manifesta con le sembianze di una presenza femminile—una sorta di “signora oscura”—ma ci sono state anche volte in cui ho percepito una presenza maschile. È come un meccanismo a orologeria: sento un suono strano e poi arriva lei. L’ombra cresce, prima piano e poi sempre più velocemente. Mi si siede sul petto e si rifiuta di muoversi finché non perdo completamente la sensibilità. Qualche minuto dopo, riesco in qualche modo a buttare fuori la mia paura e inspiegabilmente riacquisto la capacità di muovermi. “

Ma non è solo. Tantissime sono le testimonianze e molti di loro non sanno nemmeno che nome dare a questa inspiegabile sensazione di essere tra la vita e la morte , tra bene e il male. Ho parlato di questo, parecchie volte, con molte persone. Alcune di esse mi dicono, che la presenza che sentiamo, affianco a noi, è la nostra anima che si stacca dal corpo e si innalza. Ma non credo sia la risposta giusta.

Una ragazza mi ha raccontato che la prima volta le è successo mentre guardava la televisione, lei continuava a vederla ma non poteva ne muoversi ne a parlare. Era completamente bloccata.

Una sensazione del tipo quando metti un film in pausa, film è fermo è tu continui a rispondere al telefono, farti il caffe oppure andare in bagno finché non schiacci di nuovo “Play”.

In questo caso il film era lei, tutto ciò che aveva attorno continuava a funzionare mentre lei stava in un uno stato detto freeze, congelamento.

Ad un certo punto ha iniziato a sentire vicino a sé una presenza, una presenza che da un lato le faceva paura, era una cosa inspiegabile, una presenza oscura, ma d’altra parte questa presenza la eccitava.

Terribile era la paura che provava, si mischiava ad una sensazione, quella di essere invitata a provare ciò che questa creatura spirituale aveva in serbo per lei.

Sentiva che qualcuno le chiedeva di lasciarsi andare, di lasciarsi possedere.

Ma sempre in quei momenti iniziava a ribellarsi, la paura era più forte della curiosità  di scoprire cosa c’era se si fosse lasciata andare.

Non poteva né gridare, né parlare, né muoversi, solo con il suo cervello poteva fare uno grande sforzo di liberazione.  Con tutte le forze del cervello lei cercava di spingere i suoi muscoli per potersi liberare da questa catena che imprigionava il suo corpo.

Ciò è successo parecchie volte e questa ragazza, come anche Geoffrei, per parecchi anni ebbe questi incontri.

Anche lei ha imparato a riconoscere il momento quando ciò sarebbe accaduto.

Sentiva un suono strano, tipo un orologio, le si chiudevano le orecchie come quando si va in montagna, il suono dei passi, poi l’ombra, tutto si faceva nero e l’ombra avanzava su di lei,  è infine la presenza.

La presenza che molte volte non è riuscita ad arrivare a lei perché con tutte le forze si ribellava prima che le si avvicinasse.

Una notte – racconta – chiesi al mio fidanzato di non addormentarsi, in quanto sentivo che la presenza sarebbe venuta -.

Ma appena lui chiuse gli occhi e lei sentì i suoi primi respiri profondi, il segno che si era addormentato, la storia, come in un film che hai visto centinaio di volte, ricominciò.

Dopo una battaglia all’ultimo sangue, lei riesce a liberarsi e sveglia il suo fidanzato in lacrime e con il cuore che a mille e gli dice:

“Ti avevo detto che sarebbe successo”.

Non so se sia peggiore lo spavento di vivere questi incubi o è più spaventoso abituarsi a farne parte. Perché nessuno ti sa dare una spiegazione valida.

Che cos’è la Narcolessia

Sul sito di AIN (associazione italiana narcolettici e ipersonni) si legge:

La Narcolessia è una malattia neurologica (non psichiatrica) caratterizzata da Eccessiva Sonnolenza Diurna (EDS – Excessive daytime sleepiness).

Questa patologia è riconoscibile da 4 sintomi cardinali:

Eccessiva sonnolenza diurna – Mediamente ogni 2 ore il narcolettico prova un’irresistibile impulso all’addormentamento non procrastinabile.

Cataplessia – In presenza di emozioni, riso, imbarazzo, collera, il Narcolettico perde le forze a volte fino alla caduta a terra.

Allucinazioni Ipnagogiche – Il Narcolettico sogna ad occhi aperti, sono sogni che spesso interagiscono con la realtà.

Paralisi del sonno – in prossimità della fase di addormentamento o subito dopo il risveglio, il corpo è completamente paralizzato pur essendo il Narcolettico perfettamente cosciente.

Loro consigliano come strategia la “terapia non farmacologica” più efficace che è costituita dai sonnellini brevi  :

“ I sonnellini durano da pochi minuti fino anche a un’ora, sono ristoratori e consentono di restare in buona forma per alcune ore, dopo le quali la sonnolenza ricompare. I sonnellini brevi possono variare da uno fino a 6-7 al giorno, a seconda della loro durata, ma soprattutto a seconda delle possibilità che il paziente ha di effettuarli. I luoghi pubblici, come la scuola e il luogo di lavoro si conciliano difficilmente con questa possibilità. Inoltre, da soli, i sonnellini sono spesso insufficienti a controllare la sonnolenza diurna. La caffeina può essere usata come stimolante negli adulti, ma non nei bambini. Un effetto si nota con circa 3-4 caffè al giorno (pari a 400-600mg di caffeina), circa 15-30 minuti dopo l’assunzione, e dura poche ore.

Lo zucchero e, in generale cibi dolci e ricchi di carboidrati tendono ad aumentare la sonnolenza diurna, viceversa uno studio ha mostrato che diete povere di carboidrati nei pazienti adulti migliorano la sonnolenza diurna.

Non è chiaro se nei bambini cambiamenti e attenzione nella dieta abbiano gli stessi effetti, o invece, ad esempio, non provochino effetti negativi sulla normale crescita.”

Invece come “terapia farmacologica” l’associazione consiglia un farmaco che si chiama:

“Modafinil, nome commerciale Provigil. E’ un attivante della veglia. Il meccanismo di azione non è ben noto, ma si suppone che il modafinil agisca “rinforzando” i meccanismi naturali di attivazione e mantenimento della veglia, in strutture chiave del cervello, quali il talamo, l’ipotalamo e l’amigdala. Si assume in compresse. Dosi comprese fra i 200 e i 400mg al giorno, distribuite nell’arco della mattinata, consentono un buon controllo della sonnolenza diurna negli adulti. Assumere modafinil dopo le primissime ore del pomeriggio rischia di disturbare il sonno notturno della notte successiva.

Gli effetti collaterali sono in generale leggeri e i più frequenti comprendono mal di testa, ansia, nervosismo, rinite. Effetti collaterali più rari ma più seri comprendono la sindrome di Steven-Johnson, un’elevazione marcata degli enzimi epatici, alterazioni psichiatriche. In Italia, la prescrizione di modafinil richiede un apposito piano terapeutico AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).”

 “Sodio Oxybato, nome commerciale Xyrem. La struttura di questo farmaco è simile a quella di un neurotrasmettitore cerebrale naturale del nostro cervello, con proprietà sedative e anestetiche. Si assume sotto forma di sciroppo durante la notte. Gli effetti positivi sulla sonnolenza diurna sembrano dipendere dall’aumento di sonno profondo indotto dal sodio oxibato. Gli effetti collaterali più frequenti negli adulti comprendono nausea, sonnambulismo, perdita di peso, confusione al risveglio, enuresi (pipì addosso), ipertensione arteriosa, vertigini, mal di testa. Altri effetti collaterali comprendono disturbi psichiatrici e incubi notturni.”

 Come potete notare la cosa strana è che i farmaci che vengono proposti in realtà hanno più effetti collaterali di quelli per farvi stare meglio. La medicina è un grande salvagente, per molte malattie ma a volte nemmeno i medici hanno tutte le risposte e si finisce per riempirsi di farmaci che in realtà ci fanno stare peggio.

La presenza oscura

 Questa presenza che viene raccontata in tantissime testimonianze, non riesce ad avere una spiegazione scientifica.

Qualche psichiatra potrebbe dire che queste persone sono “schizzofreniche” ma l’esperienza mi dice che negli ospedali psichiatrici ci sono più persone sane di quelle che stanno fuori. E’ Solo che i medici, non riuscendo a trovare una giusta spiegazione per questi fenomeni che i pazienti vivono, li catalogano tutti come malati mentali.

La ragazza che ha vissuto per anni questi “fenomeni” nei suoi racconti mi dice:

“Queste cose di solito mi succedono, quando sono priva di forze. Come se la nostra autodifesa, per colpa della malattia o stanchezza, cessasse ed e proprio allora che le presenze riescono a prendere il sopravvento su di me.”

Una volta di pomeriggio mi ero appoggiata sul letto solo un attimo, perché avevo mal di schiena, un dolore forte mi impediva di ragionare, perché tutte le mie forze erano concentrate su di esso. Allora di nuovo sentii il ticchettio dell’orologio, la paralisi, la presenza. Non si presentò, questa volta come l’ombra, perché era giorno. Era come se fosse invisibile, ma c’era. Attorno a me la mia stanza, fuori dalla finestra passavano le macchine. Io immobile, impossibilitata a muovermi.

Pensai, questa volta voglio andare fino in fondo, voglio vedere che roba è.E dissi in mente “va bene prendimi”.

In quel momento sentii un peso che avanzava sul mio corpo sdraiato nel letto. Vidi perfino come se il peso schiacciasse la coperta, vedevo l’impronta delle mani su di essa mentre la presenza saliva su di me.  Un peso  sul petto e ad un certo punto la sua lingua viscida e bagnata che mi leccava il collo fino ad arrivare all’ orecchio.

In quel momento mi sono così spaventata che di nuovo con tutte le mie forze ho cercato di ribellarmi a lei, a questa presenza oscura. La sensazione di paura di nuovo si mischiava con la sensazione di eccitazione e curiosità ma ero cosi spaventata che non volevo più andare in fondo.

Dopo qualche secondo che a me è sembrato un secolo, sono riuscita a liberarmi. Di nuovo il cuore mi batteva a mille.”

Sentendo questi racconti non è facile rimanere tranquilli ma quel che mi ha raccontato dopo era ancora più spaventoso.

“Una mattina, era più o meno alle 6.30, mi svegliai, stavo ancora nel letto, quando iniziai a sentire la solita sensazione. Questa volta era un po’ diverso e l’eccitazione prese sopravento di nuovo e  forse incoraggiata dalla luce del giorno, ebbi il coraggio di voler indagare in fondo.

La presenza non era una ma due. Ad un certo punto sentii delle mani che mi toccavano nella parte del petto e altre che avanzavano dalle gambe in su. Sentii una di queste presenze che voleva possedermi e anche l’altra la aiutava.

E mi senti violentare, proprio come se avessi un rapporto sessuale con una di esse, mentre l’altra eccitata mi manteneva.

Mi volevo ribellare ma non potevo, come se finalmente loro avessero compiuto ciò che volevano. Quando riuscii a liberarmi ero fuori, piangevo, ero in uno stato i shock. Chiamai un mio amico, piangendo che nonostante stesse lavorando ha mollato tutto ed è corso in mio aiuto.

Sembravo pazza, come se fossi posseduta, miei occhi erano completamente fuori, come di un pazzo che da poco ha ucciso qualcuno.

Lui mi caricò in macchina, io non ero in grado né di parlare né di ragionare, piangevo solo ,mi portò da un esorcista”. Ma questa è già un’altra storia.

Il mondo nostro terreno, non è l’unico, esiste anche un mondo spirituale. Molte persone che non credono in Dio non riescono a darsi una spiegazione e a farsi aiutare.

Altre persone usano il mondo spirituale per compiere i propri comodi, scendono a patti con queste presenze perché hanno capito che collaborando con loro possono manovrare gli altri. Tutto ha un suo prezzo però, le presenze ti aiutano per arrivare ai tuoi scopi, poi quando non gli servi più ti divorano fino alla morte.

Demoni, presenze oscure, questa è la mia analisi della “paralisi del sonno”.

In tante culture questo ha un nome, scrive Geoffrei,

“gui ya chuang—che vuol dire una cosa tipo, “il fantasma nel letto.”

Nei paesi musulmani, spesso si parla di un jinn, uno spiritello.

In Cambogia, da dove viene la mia famiglia, la si descrive rifacendosi alla sensazione di essere schiacciati da una presenza demoniaca.

Durante il medioevo, si diceva che i succubi—demoni con sembianze femminili—seducessero gli uomini nel sonno.

Si diceva che queste creature servissero Lilith, che secondo il Talmud e la Cabala è la prima moglie di Adamo.”

 Voi vi chiederete “allora perché questo non succede durante il sonno, ma succede nei momenti quando il nostro cervello è vigile, e solo il corpo non riesce a muoversi?”

Forse perché i demoni non possono fare quello che gli pare, devono avere il nostro consenso.

Quindi se il demone ci prendesse nel sonno sarebbe un abuso di potere, che lui non ha.

Nel caso di paralisi nel sonno il nostro cervello è vigile e quindi in grado di ragionare, di dare il proprio consenso. Si prendimi, oppure, no vai via.

Molti santi raccontano che venivano a trovarli delle presenze con sembianze appunto di belle donne o begli uomini che cercavano di sedurli o di avere rapporti con loro, erano i demoni, e loro li scacciavano con le preghiere.

Nella nostra religione la presenza demoniaca è il nome più appropriato, sono demoni che vengono a farci visita. Per possederci, per spaventarci, per portarci a loro.

Se vi è mai capitato lo stato di “paralisi del sonno” andate al più preso da un bravo esorcista. Cercate di pregare, di confessarvi e di vivere i sacramenti.

Sappiamo molto poco del mondo spirituale, diciamo che crediamo in Dio, ma non crediamo fino in fondo, anche se nel CREDO che recitiamo ogni domenica in chiesa si dice “nelle cose visibili e invisibili”. Non crediamo nella vita eterna e non capiamo che siamo fatti dallo spirito che è l’inizio, l’anima e materia cioè il corpo.

L’ordine in cui Dio ci presenta questa realtà è perfetto: “lo spirito, l’anima e il corpo” (1 Tessalonicesi 5,23). Non è detto “anima, spirito e corpo”, oppure “corpo, anima e spirito”. Lo spirito è la parte preminente e quindi è menzionato per primo. Il corpo è la parte inferiore e quindi è menzionato per ultimo. L’anima sta in mezzo ai due e quindi è menzionata per seconda.

Questa anima che combatte da sempre con altri spiriti e anime dannate ha bisogno del nostro aiuto per avere le forze per difendersi. E la forza la troviamo nell’Eucaristia, solo noi siamo in grado di portare il nostro corpo alla Santa Messa e di dargli la forza di combattere.

Ania Goledzinowska

per LA CROCE QUOTIDIANO

Se avete avuto mai queste esperienze scrivetemi in privato a : testimonianze@cuoripuri.it

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