LA PARALISI NEL SONNO E UNA PRESENZA OSCURA – Una storia impressionante

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Non riuscirsi a muovere, parlare, ma essere sveglio è una sensazione a dir poco inquietante. Moltissime sono le testimonianze di persone che lo hanno vissuto.

Si chiamano “paralisi ipnagogiche”, in gergo medico. Dicono che capitino a chi già è affetto da qualche forma di narcolessia. Ma in realtà, precisano subito, possono accadere a chiunque. A sentire alcuni racconti, tuttavia, pare di non dover trascurare gli inquietanti accenni a “presenze oscure”: senza paranoie, certo, ma senza dimenticare l’esistenza di un mondo invisibile

La medicina come sempre ha un suo modo di spiegare le cose:

“In genere la paralisi ipnagogica colpisce le persone che già soffrono di qualche forma di narcolessia, ma in realtà può capitare davvero a chiunque. Questa condizione è caratterizzata da una paralisi muscolare che si verifica durante le fasi iniziali del sonno, o più raramente al momento del risveglio. Gli episodi di paralisi nel sonno possono includere anche allucinazioni—la più comune delle quali è l’angosciante sensazione che ci sia qualcun altro con te nella stanza.”

Ma siamo sicuri che si tratti di questo?

Nella testimonianza raccontata a Mathieu Portogallo  da un ragazzo  di nome Geoffrei si legge che le “paralisi” sono presenti da quando era piccolo

Ritrovarmi paralizzato nel letto è qualcosa che mi è sempre accaduto, a cadenza regolare, fin da quando ero alle elementari. Quando mi capita, rimango bloccato in uno stato a metà tra il sonno e la veglia; come se il mio cervello fosse completamente sveglio ma per qualche ragione non riuscissi a muovermi o a parlare. Mi serve tutta la forza che ho per riuscire a emettere pochi deboli mugolii. Nel mio caso, gli episodi di paralisi nel sonno mi capitano sempre nel momento in cui sto per addormentarmi. Mi ritrovo sdraiato con la sensazione di essere paralizzato e che ci sia una presenza oscura che aleggia intorno a me. È come un’ombra che ondeggia sempre più vicino a me, finché non riesco a chiudere gli occhi. Quando succede sudo abbondantemente, ma a volte mi capita anche di sentire un’inspiegabile folata di aria fresca che non ha niente a che vedere con la temperatura del posto in cui mi trovo.

Per me, questo “intruso” si manifesta con le sembianze di una presenza femminile—una sorta di “signora oscura”—ma ci sono state anche volte in cui ho percepito una presenza maschile. È come un meccanismo a orologeria: sento un suono strano e poi arriva lei. L’ombra cresce, prima piano e poi sempre più velocemente. Mi si siede sul petto e si rifiuta di muoversi finché non perdo completamente la sensibilità. Qualche minuto dopo, riesco in qualche modo a buttare fuori la mia paura e inspiegabilmente riacquisto la capacità di muovermi. “

Ma non è solo. Tantissime sono le testimonianze e molti di loro non sanno nemmeno che nome dare a questa inspiegabile sensazione di essere tra la vita e la morte , tra bene e il male. Ho parlato di questo, parecchie volte, con molte persone. Alcune di esse mi dicono, che la presenza che sentiamo, affianco a noi, è la nostra anima che si stacca dal corpo e si innalza. Ma non credo sia la risposta giusta.

Una ragazza mi ha raccontato che la prima volta le è successo mentre guardava la televisione, lei continuava a vederla ma non poteva ne muoversi ne a parlare. Era completamente bloccata.

Una sensazione del tipo quando metti un film in pausa, film è fermo è tu continui a rispondere al telefono, farti il caffe oppure andare in bagno finché non schiacci di nuovo “Play”.

In questo caso il film era lei, tutto ciò che aveva attorno continuava a funzionare mentre lei stava in un uno stato detto freeze, congelamento.

Ad un certo punto ha iniziato a sentire vicino a sé una presenza, una presenza che da un lato le faceva paura, era una cosa inspiegabile, una presenza oscura, ma d’altra parte questa presenza la eccitava.

Terribile era la paura che provava, si mischiava ad una sensazione, quella di essere invitata a provare ciò che questa creatura spirituale aveva in serbo per lei.

Sentiva che qualcuno le chiedeva di lasciarsi andare, di lasciarsi possedere.

Ma sempre in quei momenti iniziava a ribellarsi, la paura era più forte della curiosità  di scoprire cosa c’era se si fosse lasciata andare.

Non poteva né gridare, né parlare, né muoversi, solo con il suo cervello poteva fare uno grande sforzo di liberazione.  Con tutte le forze del cervello lei cercava di spingere i suoi muscoli per potersi liberare da questa catena che imprigionava il suo corpo.

Ciò è successo parecchie volte e questa ragazza, come anche Geoffrei, per parecchi anni ebbe questi incontri.

Anche lei ha imparato a riconoscere il momento quando ciò sarebbe accaduto.

Sentiva un suono strano, tipo un orologio, le si chiudevano le orecchie come quando si va in montagna, il suono dei passi, poi l’ombra, tutto si faceva nero e l’ombra avanzava su di lei,  è infine la presenza.

La presenza che molte volte non è riuscita ad arrivare a lei perché con tutte le forze si ribellava prima che le si avvicinasse.

Una notte – racconta – chiesi al mio fidanzato di non addormentarsi, in quanto sentivo che la presenza sarebbe venuta -.

Ma appena lui chiuse gli occhi e lei sentì i suoi primi respiri profondi, il segno che si era addormentato, la storia, come in un film che hai visto centinaio di volte, ricominciò.

Dopo una battaglia all’ultimo sangue, lei riesce a liberarsi e sveglia il suo fidanzato in lacrime e con il cuore che a mille e gli dice:

“Ti avevo detto che sarebbe successo”.

Non so se sia peggiore lo spavento di vivere questi incubi o è più spaventoso abituarsi a farne parte. Perché nessuno ti sa dare una spiegazione valida.

Che cos’è la Narcolessia

Sul sito di AIN (associazione italiana narcolettici e ipersonni) si legge:

La Narcolessia è una malattia neurologica (non psichiatrica) caratterizzata da Eccessiva Sonnolenza Diurna (EDS – Excessive daytime sleepiness).

Questa patologia è riconoscibile da 4 sintomi cardinali:

Eccessiva sonnolenza diurna – Mediamente ogni 2 ore il narcolettico prova un’irresistibile impulso all’addormentamento non procrastinabile.

Cataplessia – In presenza di emozioni, riso, imbarazzo, collera, il Narcolettico perde le forze a volte fino alla caduta a terra.

Allucinazioni Ipnagogiche – Il Narcolettico sogna ad occhi aperti, sono sogni che spesso interagiscono con la realtà.

Paralisi del sonno – in prossimità della fase di addormentamento o subito dopo il risveglio, il corpo è completamente paralizzato pur essendo il Narcolettico perfettamente cosciente.

Loro consigliano come strategia la “terapia non farmacologica” più efficace che è costituita dai sonnellini brevi  :

“ I sonnellini durano da pochi minuti fino anche a un’ora, sono ristoratori e consentono di restare in buona forma per alcune ore, dopo le quali la sonnolenza ricompare. I sonnellini brevi possono variare da uno fino a 6-7 al giorno, a seconda della loro durata, ma soprattutto a seconda delle possibilità che il paziente ha di effettuarli. I luoghi pubblici, come la scuola e il luogo di lavoro si conciliano difficilmente con questa possibilità. Inoltre, da soli, i sonnellini sono spesso insufficienti a controllare la sonnolenza diurna. La caffeina può essere usata come stimolante negli adulti, ma non nei bambini. Un effetto si nota con circa 3-4 caffè al giorno (pari a 400-600mg di caffeina), circa 15-30 minuti dopo l’assunzione, e dura poche ore.

Lo zucchero e, in generale cibi dolci e ricchi di carboidrati tendono ad aumentare la sonnolenza diurna, viceversa uno studio ha mostrato che diete povere di carboidrati nei pazienti adulti migliorano la sonnolenza diurna.

Non è chiaro se nei bambini cambiamenti e attenzione nella dieta abbiano gli stessi effetti, o invece, ad esempio, non provochino effetti negativi sulla normale crescita.”

Invece come “terapia farmacologica” l’associazione consiglia un farmaco che si chiama:

“Modafinil, nome commerciale Provigil. E’ un attivante della veglia. Il meccanismo di azione non è ben noto, ma si suppone che il modafinil agisca “rinforzando” i meccanismi naturali di attivazione e mantenimento della veglia, in strutture chiave del cervello, quali il talamo, l’ipotalamo e l’amigdala. Si assume in compresse. Dosi comprese fra i 200 e i 400mg al giorno, distribuite nell’arco della mattinata, consentono un buon controllo della sonnolenza diurna negli adulti. Assumere modafinil dopo le primissime ore del pomeriggio rischia di disturbare il sonno notturno della notte successiva.

Gli effetti collaterali sono in generale leggeri e i più frequenti comprendono mal di testa, ansia, nervosismo, rinite. Effetti collaterali più rari ma più seri comprendono la sindrome di Steven-Johnson, un’elevazione marcata degli enzimi epatici, alterazioni psichiatriche. In Italia, la prescrizione di modafinil richiede un apposito piano terapeutico AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).”

 “Sodio Oxybato, nome commerciale Xyrem. La struttura di questo farmaco è simile a quella di un neurotrasmettitore cerebrale naturale del nostro cervello, con proprietà sedative e anestetiche. Si assume sotto forma di sciroppo durante la notte. Gli effetti positivi sulla sonnolenza diurna sembrano dipendere dall’aumento di sonno profondo indotto dal sodio oxibato. Gli effetti collaterali più frequenti negli adulti comprendono nausea, sonnambulismo, perdita di peso, confusione al risveglio, enuresi (pipì addosso), ipertensione arteriosa, vertigini, mal di testa. Altri effetti collaterali comprendono disturbi psichiatrici e incubi notturni.”

 Come potete notare la cosa strana è che i farmaci che vengono proposti in realtà hanno più effetti collaterali di quelli per farvi stare meglio. La medicina è un grande salvagente, per molte malattie ma a volte nemmeno i medici hanno tutte le risposte e si finisce per riempirsi di farmaci che in realtà ci fanno stare peggio.

La presenza oscura

 Questa presenza che viene raccontata in tantissime testimonianze, non riesce ad avere una spiegazione scientifica.

Qualche psichiatra potrebbe dire che queste persone sono “schizzofreniche” ma l’esperienza mi dice che negli ospedali psichiatrici ci sono più persone sane di quelle che stanno fuori. E’ Solo che i medici, non riuscendo a trovare una giusta spiegazione per questi fenomeni che i pazienti vivono, li catalogano tutti come malati mentali.

La ragazza che ha vissuto per anni questi “fenomeni” nei suoi racconti mi dice:

“Queste cose di solito mi succedono, quando sono priva di forze. Come se la nostra autodifesa, per colpa della malattia o stanchezza, cessasse ed e proprio allora che le presenze riescono a prendere il sopravvento su di me.”

Una volta di pomeriggio mi ero appoggiata sul letto solo un attimo, perché avevo mal di schiena, un dolore forte mi impediva di ragionare, perché tutte le mie forze erano concentrate su di esso. Allora di nuovo sentii il ticchettio dell’orologio, la paralisi, la presenza. Non si presentò, questa volta come l’ombra, perché era giorno. Era come se fosse invisibile, ma c’era. Attorno a me la mia stanza, fuori dalla finestra passavano le macchine. Io immobile, impossibilitata a muovermi.

Pensai, questa volta voglio andare fino in fondo, voglio vedere che roba è.E dissi in mente “va bene prendimi”.

In quel momento sentii un peso che avanzava sul mio corpo sdraiato nel letto. Vidi perfino come se il peso schiacciasse la coperta, vedevo l’impronta delle mani su di essa mentre la presenza saliva su di me.  Un peso  sul petto e ad un certo punto la sua lingua viscida e bagnata che mi leccava il collo fino ad arrivare all’ orecchio.

In quel momento mi sono così spaventata che di nuovo con tutte le mie forze ho cercato di ribellarmi a lei, a questa presenza oscura. La sensazione di paura di nuovo si mischiava con la sensazione di eccitazione e curiosità ma ero cosi spaventata che non volevo più andare in fondo.

Dopo qualche secondo che a me è sembrato un secolo, sono riuscita a liberarmi. Di nuovo il cuore mi batteva a mille.”

Sentendo questi racconti non è facile rimanere tranquilli ma quel che mi ha raccontato dopo era ancora più spaventoso.

“Una mattina, era più o meno alle 6.30, mi svegliai, stavo ancora nel letto, quando iniziai a sentire la solita sensazione. Questa volta era un po’ diverso e l’eccitazione prese sopravento di nuovo e  forse incoraggiata dalla luce del giorno, ebbi il coraggio di voler indagare in fondo.

La presenza non era una ma due. Ad un certo punto sentii delle mani che mi toccavano nella parte del petto e altre che avanzavano dalle gambe in su. Sentii una di queste presenze che voleva possedermi e anche l’altra la aiutava.

E mi senti violentare, proprio come se avessi un rapporto sessuale con una di esse, mentre l’altra eccitata mi manteneva.

Mi volevo ribellare ma non potevo, come se finalmente loro avessero compiuto ciò che volevano. Quando riuscii a liberarmi ero fuori, piangevo, ero in uno stato i shock. Chiamai un mio amico, piangendo che nonostante stesse lavorando ha mollato tutto ed è corso in mio aiuto.

Sembravo pazza, come se fossi posseduta, miei occhi erano completamente fuori, come di un pazzo che da poco ha ucciso qualcuno.

Lui mi caricò in macchina, io non ero in grado né di parlare né di ragionare, piangevo solo ,mi portò da un esorcista”. Ma questa è già un’altra storia.

Il mondo nostro terreno, non è l’unico, esiste anche un mondo spirituale. Molte persone che non credono in Dio non riescono a darsi una spiegazione e a farsi aiutare.

Altre persone usano il mondo spirituale per compiere i propri comodi, scendono a patti con queste presenze perché hanno capito che collaborando con loro possono manovrare gli altri. Tutto ha un suo prezzo però, le presenze ti aiutano per arrivare ai tuoi scopi, poi quando non gli servi più ti divorano fino alla morte.

Demoni, presenze oscure, questa è la mia analisi della “paralisi del sonno”.

In tante culture questo ha un nome, scrive Geoffrei,

“gui ya chuang—che vuol dire una cosa tipo, “il fantasma nel letto.”

Nei paesi musulmani, spesso si parla di un jinn, uno spiritello.

In Cambogia, da dove viene la mia famiglia, la si descrive rifacendosi alla sensazione di essere schiacciati da una presenza demoniaca.

Durante il medioevo, si diceva che i succubi—demoni con sembianze femminili—seducessero gli uomini nel sonno.

Si diceva che queste creature servissero Lilith, che secondo il Talmud e la Cabala è la prima moglie di Adamo.”

 Voi vi chiederete “allora perché questo non succede durante il sonno, ma succede nei momenti quando il nostro cervello è vigile, e solo il corpo non riesce a muoversi?”

Forse perché i demoni non possono fare quello che gli pare, devono avere il nostro consenso.

Quindi se il demone ci prendesse nel sonno sarebbe un abuso di potere, che lui non ha.

Nel caso di paralisi nel sonno il nostro cervello è vigile e quindi in grado di ragionare, di dare il proprio consenso. Si prendimi, oppure, no vai via.

Molti santi raccontano che venivano a trovarli delle presenze con sembianze appunto di belle donne o begli uomini che cercavano di sedurli o di avere rapporti con loro, erano i demoni, e loro li scacciavano con le preghiere.

Nella nostra religione la presenza demoniaca è il nome più appropriato, sono demoni che vengono a farci visita. Per possederci, per spaventarci, per portarci a loro.

Se vi è mai capitato lo stato di “paralisi del sonno” andate al più preso da un bravo esorcista. Cercate di pregare, di confessarvi e di vivere i sacramenti.

Sappiamo molto poco del mondo spirituale, diciamo che crediamo in Dio, ma non crediamo fino in fondo, anche se nel CREDO che recitiamo ogni domenica in chiesa si dice “nelle cose visibili e invisibili”. Non crediamo nella vita eterna e non capiamo che siamo fatti dallo spirito che è l’inizio, l’anima e materia cioè il corpo.

L’ordine in cui Dio ci presenta questa realtà è perfetto: “lo spirito, l’anima e il corpo” (1 Tessalonicesi 5,23). Non è detto “anima, spirito e corpo”, oppure “corpo, anima e spirito”. Lo spirito è la parte preminente e quindi è menzionato per primo. Il corpo è la parte inferiore e quindi è menzionato per ultimo. L’anima sta in mezzo ai due e quindi è menzionata per seconda.

Questa anima che combatte da sempre con altri spiriti e anime dannate ha bisogno del nostro aiuto per avere le forze per difendersi. E la forza la troviamo nell’Eucaristia, solo noi siamo in grado di portare il nostro corpo alla Santa Messa e di dargli la forza di combattere.

Ania Goledzinowska

per LA CROCE QUOTIDIANO

Se avete avuto mai queste esperienze scrivetemi in privato a : testimonianze@cuoripuri.it

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EUTANASIA UN DRAMMA NEL SILENZIO

#Cristin , una testimone della “quasi morte”

Quando si parla di eutanasia il dibattito si polarizza sempre attorno al vecchio astio anticlericale (e anticristiano) che nel nostro angolo di mondo si usa per screditare tutti gli articoli della vera fede. Sarebbe invece più onesto, intellettualmente, e più proficuo,considerare i racconti di chiè tornato indietro da quegli stati comatosi in cui i sani giurano che nessuno vorrebbe stare.

neonato

Di Ania Goledzinowska per LA CROCE QUOTIDIANO

Potrebbe sembrare assurdo, ma non lo è. Tante persone lo hanno preso sul serio, si chiama eutanasia ma in realtà è un vero è proprio suicidio. Sempre più persone vogliono avere la libertà di poterlo scegliere per se o per gli altri. Vi confesso che sono settimane che questo tema mi gira nella testa, non sapevo che scrivere, mi ci è voluto del tempo. Di fronte alla grande sofferenza dell’uomo che affronta una malattia terminale, di una donna in coma da molti anni e che i medici definiscono un vegetale, oppure di un bambino con una malattia della pelle, pieno di piaghe sanguinanti sul 70% del corpo e dove la pelle non rimane attaccata ma si sgretola lasciando fuori la carne, mi sentivo disumana a dire loro se è giusto o non è giusto togliergli la vita. Questo bambino non può vivere una vita normale, per farsi una doccia ci mette quattro ore tra atroci dolori perché le bende si attaccano alle ferite. Per poterle cambiare ogni giorno devono prima ammorbidirsi con acqua tiepida ma spesso ciò non basta e spesso assieme alle bende viene via anche qualche pezzo di carne viva. Lui con le lacrime agli occhi, assistito dalla madre, stringe i denti e si fa coraggio. Anche di notte non riesce a dormire per i dolori, vive prendendo sempre più medicine e anestetizzanti. L’alternativa sarebbe la morte.

SUICIDIO ASSISTITO giusto o no?

Appunto morire.. Ma non sarebbe meglio? Che vita è? Ogni essere umano su questa terra si chiederebbe il perché di un Dio perché fa soffrire cosi tanto una creatura cosi innocente. Perché questo bambino non può come i suoi coetanei giocare, correre e ridere a squarcia gola, viversi la sua infanzia come tutti? In realtà non ho trovato la risposta a queste domande. Potrei dirvi, come ho imparato nella vita, che la sofferenza è qualcosa che ci purifica, che Dio la permette (come ha permesso di crociefiggere il Suo figlio) per la nostra santificazione o quella degli altri. Ed è vero, perché una famiglia che deve assistere una persona in queste condizioni, fa veramente un atto di grande amore, dona la propria vita il proprio tempo, anzi si priva del tutto della propria vita per dedicarla al suo famigliare sofferente. Anche Gesù non è morto sulla croce per scherzo o per la cattiveria di Suo padre o semplicemente per caso. Con la Sua morte ha portato a compimento un grande progetto, più grande di quello che ogni essere umano poteva pensare. La Sua morte era il dono per salvare la vita di milioni di persone, per sigillare il nuovo patto di alleanza con Dio che era furioso con questo popolo che si era pervertito. Ha fatto un accordo con Lui, la mia vita per la salvezza di questi. Se è proprio necessario, se non è necessario, allontana da me questo calice. Perché anche a Lui faceva male, anche Lui ha sofferto e avrebbe voluto evitarlo. Ma Dio a deciso di andare fino in fondo e Cristo si è abbandonato alla Sua volontà con questa enorme offerta. E fino adesso Gesù prende su di sé i nostri peccati, ogni giorno durante la santa messa viene crocefisso per noi, fino alla fine dei tempi. Cerca però anche degli aiutanti, con il male che c’è nel mondo è difficile portare questa croce da soli, allora ai piccoli e grandi che sceglie gli da un pezzo della croce da portare sulle spalle. Lui non è morto, è resuscitato il terzo giorno e anche noi non moriremo. Ma quando mi troverò davanti a Dio chiederò se era proprio necessario, questo ve lo prometto.

Questo fa fede, quella fede che ti permette di vedere oltre, oltre questa vita e queste sofferenze. Sofferenze che se offerte per gli altri servono a qualcosa, non sono senza valore, con queste piaghe possiamo salvare gli altri. Chi sceglie l’eutanasia di solito sono persone

che non hanno fede, credono che dopo la morte diventano solo un accumulo di ossa senza nessun futuro. E’ difficile dargli torto, se la vita è solo qui, perché devo viverla soffrendo? Meglio darci un taglio netto. Ma se non fosse cosi come pensano loro, se si sbagliassero?

Un atto di fede non costa nulla, è gratis, e può dare un valore alle nostre sofferenze e alleviarle. Se poi non c’è nulla dopo, avrete ragione voi, tanto volevate morire. Però se vi può far star meglio perché non provarci? Se può dare un senso al vostro dolore?
Quante persone, dopo la “morte” in coma farmacologico, anche dopo tanti anni nel letto senza un segno di vita, un giorno si sono svegliate? Quante persone che i dottori davano per spacciati senza speranza, hanno aperto gli occhi?
E tutte queste persone dicono che stavano sospese tra la vita e la morte. Vedevano una grande luce che le attirava, una luce piena di un amore che li riempiva e gli faceva dimenticare tutte le sofferenze che avevano vissuto. Qualcuno di loro ha parlato anche con i suoi cari, morti anni prima, qualcun altro ha sentito la voce di Dio e della Madonna, altri ancora si sono sentiti precipitare con forza di nuovo sulla terra, dentro il proprio
corpo, perché qualcuno che li amava tanto li chiamava e l’amore ha vinto, sono tornati.
Non possiamo quindi non pensare che qualcosa di grande non ci aspetta dall’ altra parte. Ma se qui ci sono persone che ci amano davvero molto, Dio compie ancora questi miracoli di un ritorno o di una guarigione , laddove i medici non possono fare più niente.

Una ragazza racconta che per anni era in coma, hanno suggerito di staccarle la spina, lei sentiva tutto. Non poteva muoversi, non poteva fare niente, ma era vigile anche se tutti la credevano morta. Ricorda che aveva sentito tante volte la sua mamma e le sue sorelle che si occupavano di lei ogni giorno, sentiva che le leggevano dei libri, che l’accarezzavano, le parlavano e le cantavano le canzoni. Era imprigionata in questo corpo senza vita ma non era morta. Ogni tanto viaggiava però dall’altra parte, vedeva la luce, sentiva il calore e l’amore immenso, ma capiva che non era ancora il suo momento.

Lei non era credente non aveva fede, ma dopo esser tornata da questo viaggio nell’aldilà, nel suo corpo senza vita, ha iniziato a porsi le domande. Sua mamma accendeva spesso la tv, ma lei abituata prima sempre a guardare i programmi pomeridiani di moda e cose futili, in quelle condizioni non potendo scegliere ascoltava ciò che vedeva la madre che donna di fede pregava molto e tante volte lasciava la televisione accesa su canali religiosi.

Lei volendo o no, sentiva tutto. Allora ha iniziato ad ascoltare, vegetava li sentendo le prediche, le sante messe e le catechesi.
I dottori insistevano sullo staccarle la spina, ma la famiglia non voleva e continuava ad occuparsi di lei a parlare con lei come se fosse viva.

Un giorno Cristin, questo è il suo nome, in televisione ha sentito un annuncio, un annuncio che le avrebbe ridato la vita. C’era un convegno carismatico e un sacerdote pregava, la sua voce le arrivava proprio nel cuore. Ascoltava le testimonianze di persone che sono guarite da varie malattie miracolosamente e lei dentro il cuore ha espresso questo desiderio “ Gesù io credo che tu esisti, solo Qualcuno di davvero onnipotente può fare queste cose, volgi il tuo sguardo anche su di me, sono qui, voglio vivere”
Dopo qualche istante alla televisione sentì queste parole del sacerdote “In questo momento, in questo preciso momento, c’è una ragazza che ha fatto una richiesta. Una ragazza che da anni è in coma, ma lei oggi si sveglierà. Gesù ti vuole dire torna a vivere, prendi la tua croce e seguimi”

Lei si sentì attraversare il corpo da un grande calore, le scendevano le lacrime.
La madre che stava vicino al suo letto vide queste lacrime e iniziò a chiamarla:- Cristin Cristin, bambina mia.
Cristin mosse gli occhi sotto le palpebre che non riusciva però ad aprire, la madre sussultò sulla sedia. Inizio a piangere anche lei.
Cristin non riusciva a muoversi né a parlare e i suoi occhi erano ancora chiusi ma la mamma, come ogni mamma che ama il suo figlio, iniziò a farle delle domande.
Quando lei agitava sotto la palpebra occhio, era la risposta giusta, quando non agitava la pupilla questo voleva dire un no.
Cosi la madre capì che Cristin sentiva e ragionava, poteva comunicare con lei.
Oggi Cristin è sulla sedia a rotelle, parla e non ha subito nessun danno celebrare. Si ricorda tutto quello che aveva vissuto quando era in coma e soprattutto grazie a Chi è guarita. Dopo qualche anno è lei ad andare al convegno carismatico che ascoltava in televisione e a raccontare la sua storia.
Un lieto fine grazie a quell’atto di fede e all’ amore delle persone che le stavano vicino. Riferisce che si sentì proprio chiamare indietro da quell’amore che la teneva attaccata alla vita. L’amore dei suoi cari.
Anche il bambino con la malattia della pelle, nonostante la grande sofferenza, non desidera morire, anzi, dice che la sua mamma è la sua migliore amica, le sorelle sono molto premurose e si prendono cura di lui, lui vive giorno per giorno, confidando che può guarire, che la medicina farà passi in avanti e si troverà una cura. Nonostante tutto è felice, ha chi lo ama e se ne prende cura.

Credo che sia proprio questa la risposta, amore. Amore incondizionato. Le persone che vogliono morire dicono di volerlo fare ma in realtà non lo desiderano affatto. Loro desiderano vivere. Ma è l’egoismo del uomo a spingerli alla morte. A volte dei propri cari, che se ne prendono cura si ma con fatica. Non con gioia e sorriso. Allora chi è malato, chi è dipendete dagli altri desidera non essere un peso, non vuole che gli altri per colpa sua non possono vivere la propria vita.
Un peso questo che li schiaccia, che li fa sentire di troppo, sentono in fondo che anche i propri cari pensano “ se lui morisse sarebbe meglio per tutti”.
Questo li uccide, perché se avessero accanto chi con gioia ogni giorno gli dice “ E’ fantastico averti qui, sei un dono prezioso, senza di te la mia vita sarebbe vuota, ti amo e mi prendo cura di te con tutto il cuore, perché so che tu farai lo stesso con me quando ti riprenderai”, anche se questa persona sta in condizioni critiche, troverebbe la forza dentro il cuore di andare avanti, di non essere un peso ma una gioia per gli altri e magari anche di guarire. Perché è l’amore che guarisce e ti fa alzare in piedi ed è la fede che ti da speranza. L’eutanasia è solo un rifugio per chi non si sente amato veramente e non trova nessun appiglio per rimanere qui. Quindi in conclusione dico, no al l’eutanasia, si alla tenerezza e all’amore che possa contagiare queste persone e fargli vedere che, nonostante la loro condizione, sono preziose e importanti per noi che gli stiamo vicino e che senza di loro la nostra vita sarebbe vuota.

A.G

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#CUORIPURI, DOVE SI IMPARA A FARE L’AMORE MA SUL SERIO

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Di Ania Goledzinowska per “LA CROCE quotidiano” 15.07.2015

Il Cuore è il luogo privilegiato dove custodire i desideri e i sogni, ma anche dove si nascondono le ferite e le paure inconfessate. Sono proprio queste ultime il maggior ostacolo oggi alla costruzione di rapporti duraturi e di famiglie solide. Perché i ragazzi fanno così tanta resistenza a conoscere il vissuto dell’altro? Perché hanno paura. Hanno paura di costruire qualcosa insieme che duri; hanno paura di amare veramente perché amando si rischia di soffrire e di rimanere delusi. “Non ci vogliamo impegnare” ed è questa la frase “Paravento” che nasconde un’immensa paura, quella di fallire. Così ci si ferma al piacere senza però arrivare a sperimentare la gioia. Ci si fa bastare il “qui e ora”, il “tutto subito” ed ecco che si è soddisfatti, ma non appagati, contenti, ma non felici.

Colpa di chi?

La società dell’usa e getta sta rovinando il mondo e disorienta sempre più le persone che cercano di coprire il loro vuoto interiore con stratagemmi. E il sesso è uno dei diversivi più diffusi. Il vuoto è un male che appartiene ad ognuno di noi, perché non esiste essere umano che nella vita non l’abbia provato. Il vuoto è il sintomo della nostra limitatezza e del fatto che solo Dio, che è amore e bene infinito, lo può colmare.

L’uomo è naturalmente e costituzionalmente fatto per amare e per essere amato, ma purtroppo oggi, in questa società fatta di stress, di consumismo e di futilità cerca ciò di cui ha bisogno nei luoghi sbagliati. Così è facile cedere all’alcol, alla droga, alle perversioni e alle trasgressioni che non sono più considerate tali perché sono diventate la normalità. L’assurdo e il paradosso hanno la meglio in questo mondo sottosopra, dove tutto sembra andare al contrario. Niente ci riempie. Niente ci soddisfa. Nulla ci appaga. Chiediamoci perché!

Abbiamo auto e telefonini sempre più belli, sempre più costosi, dell’ultimo modello. Viviamo in case sempre più grandi e fornite di tutte le comodità per farci vivere al meglio. Le nostre famiglie, invece,  sono sempre più piccole, tristi, rovinate da un numero crescente di divorzi e separazioni. Un tempo la famiglia era composta da molte persone e si riusciva a vivere anche con cinque figli in una camera sola. Eppure si era più uniti di oggi, perché ognuno si dava da fare per aiutare l’altro. Oggi abbiamo stanze ampie, ma siamo soli. Ci giustifichiamo, più con noi stessi che con gli altri, dicendo che la vita è cara, che non abbiamo i soldi per sposarci, figurarci per avere dei figli. Però magari abbiamo un telefonino da 700 euro e due macchine in garage.

Da una parte oggi tante ragazze vogliono essere superdonne, vogliono portare i pantaloni, vogliono dimostrare di non avere bisogno di nessuno, di essere autonome e indipendenti, hanno soltanto pretese e rivendicazioni. Hanno dimenticato come si fa a donarsi, hanno di fatto abdicato al loro naturale ruolo. In questo modo dall’altra parte gli uomini si sentono smarriti, non sanno più quale sia il loro posto. L’unico modo rimasto per rapportarsi con la donna è il sesso, come possesso e prevaricazione, come estremo atto di potere di chi è rimasto disarmato. L’atto sessuale rimane quindi l’unica carta da giocare, l’unica fragile certezza, l’unico appiglio a cui aggrapparsi.

L’uomo egoista o la donna carnefice

Moltissimi giovani mi scrivono, confidandomi che vorrebbero costruire un rapporto duraturo con una persona ricca di valori. In particolare i ragazzi lamentano il fatto di non trovare donne serie. Troppe oggi sono le ragazze facili! Non è una frase fatta né un modo di dire. Si tratta purtroppo di una triste realtà che mi viene racconta troppo spesso. Normalmente si è portati a pensare che sia l’uomo ad essere egoista e approfittatore, e in tanti casi è così. Ma oggi sembra che siano le donne le “carnefici” dell’amore.

Da altra parte le persone omosessuali rivendicano il diritto a crescere dei figli, nonostante il parere di fior fiore di psicoterapeuti che spiegano come lo sviluppo psichico di una persona con due madri o due padri sia compromesso. Davvero il mondo sta girando al contrario! In un tempo non molto lontano, quello dei nostri nonni, davano alla luce tanti figli che si prendevano cura dei genitori quando questi diventavano anziani, perpetuando così un ciclo di vita sana e feconda. Oggi invece sono i nostri genitori a mantenerci fino a 40 anni! Ma quando saremo anziani, chi ci aiuterà? Chi ci abbraccerà quando giaceremo nel letto sfiniti dalla vita e dal lavoro, magari malati? Saremo soli. Il mondo sta morendo, almeno quello dell’opulento Occidente. Questa è la drammatica verità. Uccidendo i sani valori, stiamo decretando la nostra estinzione. Colpendo al cuore il nucleo della fecondità del mondo, ovvero la famiglia, stiamo portando la società alla rovina. Tutto questo perché vogliamo cambiare la normalità della realtà.

Nelle chiese non si parla di castità

La parola castità o essere casti purtroppo sempre di meno suona tra le mura delle chiese o delle parrocchie. Tanti sacerdoti si sono arresi a questa nuova moda è anziché professare l’amore libero (non libertino) durante omelie, preferiscono tacere. Alcuni hanno paura di perdere i parrocchiani, di “spaventare” la gente, altri non lo sentono proprio, perché sono primi a non viverla. Per esperienza personale posso dire che c’è una gran parte di giovani che vengono affascinati da questo tema e vogliono vivere questo valore e vogliono provarci e invece chi è più ostile sono proprio i tanti sacerdoti che hanno dimenticato l’amore-dono e la virtù della purezza.

Non voglio generalizzare, l’albero e fatto di tanti frutti e tantissimi di essi sono buoni, ma è una realtà che anche Papa Francesco e tanti vescovi lamentano. Ovviamente essere casti , quindi essere puri non si restringe solo a un atto sessuale prima del matrimonio. Puoi essere vergine, ma se sei arrogante, cattivo, approfittatore, bugiardo non sei puro. Tutto questo l’ho imparato da quei sacerdoti che non hanno paura di professare la verità. Non una verità che ti obbliga e ti castra, ma una Verità che ti porta ad un livello più alto, che ti indica la strada per essere felice e trovare il vero amore perché Dio ci indica la strada ma poi ci lascia sempre liberi di scegliere quella giusta.

Come possiamo cambiare le cose

Quindi cosa possiamo fare per cambiare le cose? Iniziare dalle basi, dalle radici da giovani. Costruendo un rapporto duraturo già fin da piccoli. Ci viene in aiuto Papa Francesco che di recente si è espresso in modo molto chiaro su questo argomento Sto per dire una cosa impopolare, ma il Papa deve rischiare. L’amore non deve usare, l’amore è casto e allora dico a voi: siate casti»

Ecco allora che la parola “incriminata” cioè la parola castità sembra piuttosto evocare una rinuncia ad amare, o quantomeno un impedimento a godere appieno di questo sentimento. Potrei riportarvi qua centinaia di testimonianze di ragazzi dell’iniziativa di “Cuori Puri” che la pensano diversamente. Alcuni possono dire “Io non vivo senza sesso”, io vi rispondo “ so di gente che è morta di fame e di sete ma nessuno ancora, per quanto ne so, è finito in ospedale o peggio al cimitero per astinenza sessuale”.

Conosciamoci meglio, amiamoci di più, perché l’amore vero dura per sempre , per l’eternità, c’è, esiste e non è una favola come possiamo pensare. L’amore vero ha bisogno di sacrificio, impegno e anche a volte della sofferenza. I nostri nonni una volta riparavano ciò che si rompeva, oggi si usa e si getta. In realtà facciamo del male solo a noi stessi. San Giovanni Paolo II chiedeva “Vi chiedo un anno di castità, so che quello che vi chiedo è difficile ma non è impossibile”. Cosi potete essere padroni del vostro corpo e non schiavi. Perché scegliere la castità? Perché ti rende speciale, perché sei prezioso perche da sempre ciò che “proibito” è più appetitoso di quello che puoi avere come e quando vuoi. E’ oggi il frutto proibito è proprio essere casti.

Alcune diocesi hanno capito questo ritorno ai veri valori e sono sempre più frequenti le richieste per i corsi di affettività per single e fidanzati, ragazzi  che magari ancora non pensano al matrimonio ma che vogliono fare di sé un dono prezioso. Allora vogliamo invitarvi a uno di questi cammini di conoscenza di sé e dell’altro, perché anche voi poteste trovare il vero amore per sempre.

Un ragazzo Roberto di Cuori Puri la sua scelta la spiega cosi:

“Fino a un po’ di tempo fa, la pensavo allo stesso modo, cioè che non si potesse stare senza sesso. Il sesso era tutto. Ogni posto, ogni ora, ogni situazione e ogni pretesto erano buoni per fare sesso. Tutto bellissimo, tutto stupendo, un ottimo modo per godere, fare pace dopo aver litigato… e basta! Ma quanto può essere meschino il sesso! Ci fa credere che siamo uniti a una persona profondamente, in quell’istante non possiamo fare a meno di lei, ma in realtà ci nasconde la realtà: si tratta di una sensazione prettamente fisica, dove gli sbalzi ormonali deviano la nostra razionalità spirituale. Il sesso ci fa stare con il corpo di quella persona, ma non con la persona nella sua totalità di corpo e anima, per non parlare poi del calo del desiderio che deriva dal sesso sfrenato.

Perché scegliere di essere casti

Perché ho scelto la castità? Semplice, mi ha reso libero, senza togliermi nulla, anzi, anche se non sono sposato faccio l’amore con la mia ragazza tutti i giorni… come? Conoscendola, abbracciandola, tenendola per mano, accarezzandole i capelli, cingendola tra le braccia finché non si addormenta, facendola sorridere, sentendo tutto il significato di ogni bacio, rispettandola. Quello che mi torna in tutto questo sono sensazioni che il sesso non mi ha mai dato, sono sensazioni perpetue che non perdono mai di valore. La mia castità è il piacere di Dio e il dono per la donna che amiamo, il modo più grande per rispettarla ed amarla, il modo corretto di conoscere una persona, il modo vero per fondersi con lei. Nessuno ci obbliga alla castità, ma è ovvio che io per esperienza la voglio consigliare a tutti, perché cambia la vita. Il sesso rende schiavi, l’amore rende liberi. Non è e non sarà mai facile resistere, le tentazioni si presenteranno ogni giorno, anche per colpa della grande quantità di messaggi a sfondo sessuale che riceviamo ogni giorno dai media. Ma abbiamo un ottimo supporto: Dio. Lui ci dà il coraggio, la forza, la speranza e la voce per testimoniare tutto questo. In Amore bisogna saper scegliere e rinunciare, sacrificare qualcosa di se stessi e accettare delle rinunce, non imposte da fuori, ma scelte liberamente dal cuore. Io questa scelta l’ho fatto con la mia lei, ma l’avrei fatto comunque anche senza di lei. L’amore è anche saper aspettare.”

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HAI PIU’ DI 30 EURO IN TASCA? VAI IN GALERA

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Da oggi 1 luglio 2014 Scatta il bancomat obbligatorio per le spese sopra i 30 euro.. Il Codacons spiega che queste norme sono state fatte per i commercianti che ancora non si sono dotati di POS per permettere alle persone di effettuare pagamenti con bancomat o carta di credito. E’ bene chiarire, come ci è stato suggerito che non è un dovere del commerciante far pagare al cliente con pos ma è un diritto del cliente di poter pagare con la carta evitando di dover avere per forza i contanti in tasca.  Per oggi dunque niente sanzioni, fino a quando? In realtà quello che importa davvero per loro è il controllo assoluto su tutti. Non sanno più cosa inventarsi i nostri politici per avere il controllo sulla vita e sui guadagni di tante persone. Non solo lo stato già pretende tantissimi soldi, ora anche quel poco denaro che alle persone rimane, viene messo sotto controllo. I Professionisti, per esempio, pagano più del 50% di tasse e sono soci di minoranza di uno stato che c’è solo se guadagni perché se perdi non partecipa e ti abbandona ad Equitalia.

Suicidi è la è la realtà di tutti i giorni

Chiudono gli uffici e le imprese e i  suicidi sono la realtà di tutti giorni in quanto non si riesce ad arrivare alla fine del mese le famiglie ritardano i pagamenti di ogni tipo e frenano l’economia,  chi ha un impresa non può pagare i dipendenti che a loro volta non possono mantenere gli impegni. Nuove povertà emergono nel silenzio più assoluto. Si dice che l’Italia sia un bel paese ma presto non sarà più cosi. Perché nemmeno in America che è avanti anni luce rispetto all’ Italia ci sono leggi che proibiscono alle persone di fare acquisti in contanti. Fino a ieri in Italia esisteva la norma del 1000 euro, potevi fare pagamenti in contanti fino la cifra di 999euro. E diciamo che anche se non mi sembrava giusto poteva essere giustificato dal fatto che in tanti se ne approfittavano e questo dava modo di avere una specie di controllo, ma ora hanno davvero esagerato.

Anziani e giovani in difficoltà

 Pensiamo a tutte le persone anziane, che non sanno usare il computer e le carte di credito. Si sentiranno smarriti. Loro che non si fidano della tecnologia, a ragion veduta, che sono stati sempre abituati a mettere i soldi, anziché in banca, sotto il materasso. Così sapevano sempre dove trovarli per dare una paghetta al nipote oppure per comprare le medicine. Già l’assistenza sanitaria con sempre più difficoltà entra nelle case facendo lievitare le file nei pronto soccorso degli ospedali figuriamoci oggi medici, fisioterapisti o colf, dovranno portarsi il POS in tasca per farsi pagare da un anziana ad ogni visita. Questi anziani saranno costretti ad andare da loro. E se qualcuno non si può alzare dal letto? Come si fa?

Le carte che si smagnetizzano

 Sono sicura che vi è successo più volte di avere la carta che non funziona più. L’abbiamo messa vicino telefonino e si e smagnetizzata. Mettiamo che è domenica e le banche sono chiuse, siete in mezzo al nulla, di notte e senza la benzina, finalmente trovate un benzinaio 24/24h ma non potete fare il pagamento perché la carta non vi funziona. In quel caso, i nostri vecchi soldi, ci potevano servire, ma se devi fare il pieno non puoi e ti dovrai fermare ogni 50 km per fare  30 euro di benzina. E può succedere anche in un negozio, ristorante o in una discoteca.  Come si fa? Semplice, o tornate a casa a piedi, non importa se dista 300 km, oppure al ristorante dove il mancato pagamento oltre a crearvi disagio vi costringerà a lavare i piatti. Nelle discoteche è peggio, se il conto è salato, probabilmente prima di arrivare a lunedì, passerete dall’ ospedale perché qualche buttafuori vi ha pestato per bene, per il pagamento mancato.

Inizio della fine

 Dove ci porterà tutto questo? Alla rovina. A essere schiavi del governo del bel paese. Sperando, che come già successo, qualche settimana fa in Italia, qualche haker non si da da fare a ripulire i conti in banca, perché la tecnologia oggi, per chi è bravo con i programmi, è facilissima da raggirare. Andate a prendere vostri soldi in banca e il conto non c’è più. Sparito. La banca vi può solo dire <<Non sappiamo che fare, non ci risulta un saldo attivo sul suo conto in questa banca oppure non ci risulta proprio che lei ha qui un conto>>. Un pazzo un giorno si sveglierà è farà sparire tutti dati. Farà sparire non solo i vostri soldi che vi siete guadagnati con tante difficoltà, ma anche la vostra identità. Perché una volta, quando nasceva un essere umano, era tutto scritto sulla carta.  E anche dopo migliaia di anni tanti documenti scritti si trovano e fanno la storia dell’ umanità. Ora nostri dati, anche quelli della nascita, sono i database di qualche computer. Come i numeri degli amici sul nostro telefonino, se si rompe, possono sparire in un istante, stessa cosa per i nostri soldi. Saremo un nulla.

E questo che volete?

Non siamo veramente niente. Non contiamo niente. I Computer e la tecnologia che in tanti casi ci aiutano tanto, possono farci molto male. Le fabbriche una volta davano lavoro a tante persone mentre ora lavorano i computer. L’uomo una volta non riusciva a produrre abbastanza per quante richieste ci fossero anche per semplici prodotti di tutti i giorni come il cibo. Allora lavoravano tantissimi nei campi, per dare da mangiare a tutta la popolazione. Ora la gente è senza lavoro, si produce 100 volte più di quel che serve, con meno operai, ma le persone muoiono di fame. Come mai?Stanno già costruendo i robot che faranno tutto che può fare un essere umano. Quindi a cosa serve assumere la gente ? Compriamo un robot e farà tutto lui. Licenziamo la gente, tanto non ci servirà più, avremmo un servo programmato per fare quello che vogliamo e ci fa pure risparmiare sugli stipendi. Stanno già progettando anche un microchip da inserire in testa ai bambini di pochi anni di vita, dicono per migliorare le prestazioni dell’ individuo. Quel che non ci funziona lo riparano loro e inserendo questo chip possiamo dare il meglio in tutto. Nello studio, nell’ esprimersi o nel lavoro. Ma chi ci dice che non inseriscono anche qualcosa per guidare e controllare questo essere umano? Pensate che nessuno dirà di si all’impianto del chip al proprio figlio? Io non sarei tanto sicura, quando alcuni penseranno che non c’e niente di male e daranno il permesso di impiantare questo chip al figlio, con la crescita di questo fenomeno di figli migliorati in tutto altri si sentiranno asini, al confronto, e saranno costretti per forza di cose a migliorare il proprio bambino. Per non essere fuori, dalla società. Non sono favole queste, ci stanno già lavorando e stanno già facendo le prove. Questa è la tecnologia, questo e il futuro del mondo. Non perché la tecnologia sia un male, ogni cosa e un bene se utilizzata per fare del bene. Ma in mano a uomini in cerca solo di potere assoluto sul mondo é un disastro, e ci porterà verso la fine del mondo.  L’ultima venuta di Gesù e la liberazione da questo mondo di schiavi si avvicina. E guarda caso, arriverà proprio dal cielo per liberarci. Dal cielo dove è tutto é iniziato e dove noi pensiamo che esistono altri mondi e altre persone. Ebbene si, esistono di sicuro, perché il mondo come lo conosciamo noi e solo una piccola parte di quel che Dio ha creato. L’uomo si mette oggi al posto di Dio. Crea essere umani in modo artificiale, fa perdere a tutti il lavoro, dignità e speranza. Ci fanno solo il lavaggio del cervello, per ridurci in schiavitù. L’Avatar non è una favola, esiste, e presto diventerà la realtà dei giorni nostri. Mezzo uomo, mezzo robot. Ci stanno già lavorando. E sono molto vicini. Forse è arrivata l’ora di convertirsi, di iniziare a capire che tutto questo non ci porterà a niente altro che alla morte… La morte del uomo. “Chi crede in me, avrà la vita eterna” dice il Signore.. Chi non crede, avrà solo quella che si è meritato. Seguendo una libertà falsa.. Diabolica.. Che porterà solo alla distruzione. Vegliate dunque fratelli e sorelle, perché la “fine” si avvicina.. E non sappiamo mai né giorno, né l’ora..

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