LA PARALISI NEL SONNO E UNA PRESENZA OSCURA – Una storia impressionante

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Non riuscirsi a muovere, parlare, ma essere sveglio è una sensazione a dir poco inquietante. Moltissime sono le testimonianze di persone che lo hanno vissuto.

Si chiamano “paralisi ipnagogiche”, in gergo medico. Dicono che capitino a chi già è affetto da qualche forma di narcolessia. Ma in realtà, precisano subito, possono accadere a chiunque. A sentire alcuni racconti, tuttavia, pare di non dover trascurare gli inquietanti accenni a “presenze oscure”: senza paranoie, certo, ma senza dimenticare l’esistenza di un mondo invisibile

La medicina come sempre ha un suo modo di spiegare le cose:

“In genere la paralisi ipnagogica colpisce le persone che già soffrono di qualche forma di narcolessia, ma in realtà può capitare davvero a chiunque. Questa condizione è caratterizzata da una paralisi muscolare che si verifica durante le fasi iniziali del sonno, o più raramente al momento del risveglio. Gli episodi di paralisi nel sonno possono includere anche allucinazioni—la più comune delle quali è l’angosciante sensazione che ci sia qualcun altro con te nella stanza.”

Ma siamo sicuri che si tratti di questo?

Nella testimonianza raccontata a Mathieu Portogallo  da un ragazzo  di nome Geoffrei si legge che le “paralisi” sono presenti da quando era piccolo

Ritrovarmi paralizzato nel letto è qualcosa che mi è sempre accaduto, a cadenza regolare, fin da quando ero alle elementari. Quando mi capita, rimango bloccato in uno stato a metà tra il sonno e la veglia; come se il mio cervello fosse completamente sveglio ma per qualche ragione non riuscissi a muovermi o a parlare. Mi serve tutta la forza che ho per riuscire a emettere pochi deboli mugolii. Nel mio caso, gli episodi di paralisi nel sonno mi capitano sempre nel momento in cui sto per addormentarmi. Mi ritrovo sdraiato con la sensazione di essere paralizzato e che ci sia una presenza oscura che aleggia intorno a me. È come un’ombra che ondeggia sempre più vicino a me, finché non riesco a chiudere gli occhi. Quando succede sudo abbondantemente, ma a volte mi capita anche di sentire un’inspiegabile folata di aria fresca che non ha niente a che vedere con la temperatura del posto in cui mi trovo.

Per me, questo “intruso” si manifesta con le sembianze di una presenza femminile—una sorta di “signora oscura”—ma ci sono state anche volte in cui ho percepito una presenza maschile. È come un meccanismo a orologeria: sento un suono strano e poi arriva lei. L’ombra cresce, prima piano e poi sempre più velocemente. Mi si siede sul petto e si rifiuta di muoversi finché non perdo completamente la sensibilità. Qualche minuto dopo, riesco in qualche modo a buttare fuori la mia paura e inspiegabilmente riacquisto la capacità di muovermi. “

Ma non è solo. Tantissime sono le testimonianze e molti di loro non sanno nemmeno che nome dare a questa inspiegabile sensazione di essere tra la vita e la morte , tra bene e il male. Ho parlato di questo, parecchie volte, con molte persone. Alcune di esse mi dicono, che la presenza che sentiamo, affianco a noi, è la nostra anima che si stacca dal corpo e si innalza. Ma non credo sia la risposta giusta.

Una ragazza mi ha raccontato che la prima volta le è successo mentre guardava la televisione, lei continuava a vederla ma non poteva ne muoversi ne a parlare. Era completamente bloccata.

Una sensazione del tipo quando metti un film in pausa, film è fermo è tu continui a rispondere al telefono, farti il caffe oppure andare in bagno finché non schiacci di nuovo “Play”.

In questo caso il film era lei, tutto ciò che aveva attorno continuava a funzionare mentre lei stava in un uno stato detto freeze, congelamento.

Ad un certo punto ha iniziato a sentire vicino a sé una presenza, una presenza che da un lato le faceva paura, era una cosa inspiegabile, una presenza oscura, ma d’altra parte questa presenza la eccitava.

Terribile era la paura che provava, si mischiava ad una sensazione, quella di essere invitata a provare ciò che questa creatura spirituale aveva in serbo per lei.

Sentiva che qualcuno le chiedeva di lasciarsi andare, di lasciarsi possedere.

Ma sempre in quei momenti iniziava a ribellarsi, la paura era più forte della curiosità  di scoprire cosa c’era se si fosse lasciata andare.

Non poteva né gridare, né parlare, né muoversi, solo con il suo cervello poteva fare uno grande sforzo di liberazione.  Con tutte le forze del cervello lei cercava di spingere i suoi muscoli per potersi liberare da questa catena che imprigionava il suo corpo.

Ciò è successo parecchie volte e questa ragazza, come anche Geoffrei, per parecchi anni ebbe questi incontri.

Anche lei ha imparato a riconoscere il momento quando ciò sarebbe accaduto.

Sentiva un suono strano, tipo un orologio, le si chiudevano le orecchie come quando si va in montagna, il suono dei passi, poi l’ombra, tutto si faceva nero e l’ombra avanzava su di lei,  è infine la presenza.

La presenza che molte volte non è riuscita ad arrivare a lei perché con tutte le forze si ribellava prima che le si avvicinasse.

Una notte – racconta – chiesi al mio fidanzato di non addormentarsi, in quanto sentivo che la presenza sarebbe venuta -.

Ma appena lui chiuse gli occhi e lei sentì i suoi primi respiri profondi, il segno che si era addormentato, la storia, come in un film che hai visto centinaio di volte, ricominciò.

Dopo una battaglia all’ultimo sangue, lei riesce a liberarsi e sveglia il suo fidanzato in lacrime e con il cuore che a mille e gli dice:

“Ti avevo detto che sarebbe successo”.

Non so se sia peggiore lo spavento di vivere questi incubi o è più spaventoso abituarsi a farne parte. Perché nessuno ti sa dare una spiegazione valida.

Che cos’è la Narcolessia

Sul sito di AIN (associazione italiana narcolettici e ipersonni) si legge:

La Narcolessia è una malattia neurologica (non psichiatrica) caratterizzata da Eccessiva Sonnolenza Diurna (EDS – Excessive daytime sleepiness).

Questa patologia è riconoscibile da 4 sintomi cardinali:

Eccessiva sonnolenza diurna – Mediamente ogni 2 ore il narcolettico prova un’irresistibile impulso all’addormentamento non procrastinabile.

Cataplessia – In presenza di emozioni, riso, imbarazzo, collera, il Narcolettico perde le forze a volte fino alla caduta a terra.

Allucinazioni Ipnagogiche – Il Narcolettico sogna ad occhi aperti, sono sogni che spesso interagiscono con la realtà.

Paralisi del sonno – in prossimità della fase di addormentamento o subito dopo il risveglio, il corpo è completamente paralizzato pur essendo il Narcolettico perfettamente cosciente.

Loro consigliano come strategia la “terapia non farmacologica” più efficace che è costituita dai sonnellini brevi  :

“ I sonnellini durano da pochi minuti fino anche a un’ora, sono ristoratori e consentono di restare in buona forma per alcune ore, dopo le quali la sonnolenza ricompare. I sonnellini brevi possono variare da uno fino a 6-7 al giorno, a seconda della loro durata, ma soprattutto a seconda delle possibilità che il paziente ha di effettuarli. I luoghi pubblici, come la scuola e il luogo di lavoro si conciliano difficilmente con questa possibilità. Inoltre, da soli, i sonnellini sono spesso insufficienti a controllare la sonnolenza diurna. La caffeina può essere usata come stimolante negli adulti, ma non nei bambini. Un effetto si nota con circa 3-4 caffè al giorno (pari a 400-600mg di caffeina), circa 15-30 minuti dopo l’assunzione, e dura poche ore.

Lo zucchero e, in generale cibi dolci e ricchi di carboidrati tendono ad aumentare la sonnolenza diurna, viceversa uno studio ha mostrato che diete povere di carboidrati nei pazienti adulti migliorano la sonnolenza diurna.

Non è chiaro se nei bambini cambiamenti e attenzione nella dieta abbiano gli stessi effetti, o invece, ad esempio, non provochino effetti negativi sulla normale crescita.”

Invece come “terapia farmacologica” l’associazione consiglia un farmaco che si chiama:

“Modafinil, nome commerciale Provigil. E’ un attivante della veglia. Il meccanismo di azione non è ben noto, ma si suppone che il modafinil agisca “rinforzando” i meccanismi naturali di attivazione e mantenimento della veglia, in strutture chiave del cervello, quali il talamo, l’ipotalamo e l’amigdala. Si assume in compresse. Dosi comprese fra i 200 e i 400mg al giorno, distribuite nell’arco della mattinata, consentono un buon controllo della sonnolenza diurna negli adulti. Assumere modafinil dopo le primissime ore del pomeriggio rischia di disturbare il sonno notturno della notte successiva.

Gli effetti collaterali sono in generale leggeri e i più frequenti comprendono mal di testa, ansia, nervosismo, rinite. Effetti collaterali più rari ma più seri comprendono la sindrome di Steven-Johnson, un’elevazione marcata degli enzimi epatici, alterazioni psichiatriche. In Italia, la prescrizione di modafinil richiede un apposito piano terapeutico AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).”

 “Sodio Oxybato, nome commerciale Xyrem. La struttura di questo farmaco è simile a quella di un neurotrasmettitore cerebrale naturale del nostro cervello, con proprietà sedative e anestetiche. Si assume sotto forma di sciroppo durante la notte. Gli effetti positivi sulla sonnolenza diurna sembrano dipendere dall’aumento di sonno profondo indotto dal sodio oxibato. Gli effetti collaterali più frequenti negli adulti comprendono nausea, sonnambulismo, perdita di peso, confusione al risveglio, enuresi (pipì addosso), ipertensione arteriosa, vertigini, mal di testa. Altri effetti collaterali comprendono disturbi psichiatrici e incubi notturni.”

 Come potete notare la cosa strana è che i farmaci che vengono proposti in realtà hanno più effetti collaterali di quelli per farvi stare meglio. La medicina è un grande salvagente, per molte malattie ma a volte nemmeno i medici hanno tutte le risposte e si finisce per riempirsi di farmaci che in realtà ci fanno stare peggio.

La presenza oscura

 Questa presenza che viene raccontata in tantissime testimonianze, non riesce ad avere una spiegazione scientifica.

Qualche psichiatra potrebbe dire che queste persone sono “schizzofreniche” ma l’esperienza mi dice che negli ospedali psichiatrici ci sono più persone sane di quelle che stanno fuori. E’ Solo che i medici, non riuscendo a trovare una giusta spiegazione per questi fenomeni che i pazienti vivono, li catalogano tutti come malati mentali.

La ragazza che ha vissuto per anni questi “fenomeni” nei suoi racconti mi dice:

“Queste cose di solito mi succedono, quando sono priva di forze. Come se la nostra autodifesa, per colpa della malattia o stanchezza, cessasse ed e proprio allora che le presenze riescono a prendere il sopravvento su di me.”

Una volta di pomeriggio mi ero appoggiata sul letto solo un attimo, perché avevo mal di schiena, un dolore forte mi impediva di ragionare, perché tutte le mie forze erano concentrate su di esso. Allora di nuovo sentii il ticchettio dell’orologio, la paralisi, la presenza. Non si presentò, questa volta come l’ombra, perché era giorno. Era come se fosse invisibile, ma c’era. Attorno a me la mia stanza, fuori dalla finestra passavano le macchine. Io immobile, impossibilitata a muovermi.

Pensai, questa volta voglio andare fino in fondo, voglio vedere che roba è.E dissi in mente “va bene prendimi”.

In quel momento sentii un peso che avanzava sul mio corpo sdraiato nel letto. Vidi perfino come se il peso schiacciasse la coperta, vedevo l’impronta delle mani su di essa mentre la presenza saliva su di me.  Un peso  sul petto e ad un certo punto la sua lingua viscida e bagnata che mi leccava il collo fino ad arrivare all’ orecchio.

In quel momento mi sono così spaventata che di nuovo con tutte le mie forze ho cercato di ribellarmi a lei, a questa presenza oscura. La sensazione di paura di nuovo si mischiava con la sensazione di eccitazione e curiosità ma ero cosi spaventata che non volevo più andare in fondo.

Dopo qualche secondo che a me è sembrato un secolo, sono riuscita a liberarmi. Di nuovo il cuore mi batteva a mille.”

Sentendo questi racconti non è facile rimanere tranquilli ma quel che mi ha raccontato dopo era ancora più spaventoso.

“Una mattina, era più o meno alle 6.30, mi svegliai, stavo ancora nel letto, quando iniziai a sentire la solita sensazione. Questa volta era un po’ diverso e l’eccitazione prese sopravento di nuovo e  forse incoraggiata dalla luce del giorno, ebbi il coraggio di voler indagare in fondo.

La presenza non era una ma due. Ad un certo punto sentii delle mani che mi toccavano nella parte del petto e altre che avanzavano dalle gambe in su. Sentii una di queste presenze che voleva possedermi e anche l’altra la aiutava.

E mi senti violentare, proprio come se avessi un rapporto sessuale con una di esse, mentre l’altra eccitata mi manteneva.

Mi volevo ribellare ma non potevo, come se finalmente loro avessero compiuto ciò che volevano. Quando riuscii a liberarmi ero fuori, piangevo, ero in uno stato i shock. Chiamai un mio amico, piangendo che nonostante stesse lavorando ha mollato tutto ed è corso in mio aiuto.

Sembravo pazza, come se fossi posseduta, miei occhi erano completamente fuori, come di un pazzo che da poco ha ucciso qualcuno.

Lui mi caricò in macchina, io non ero in grado né di parlare né di ragionare, piangevo solo ,mi portò da un esorcista”. Ma questa è già un’altra storia.

Il mondo nostro terreno, non è l’unico, esiste anche un mondo spirituale. Molte persone che non credono in Dio non riescono a darsi una spiegazione e a farsi aiutare.

Altre persone usano il mondo spirituale per compiere i propri comodi, scendono a patti con queste presenze perché hanno capito che collaborando con loro possono manovrare gli altri. Tutto ha un suo prezzo però, le presenze ti aiutano per arrivare ai tuoi scopi, poi quando non gli servi più ti divorano fino alla morte.

Demoni, presenze oscure, questa è la mia analisi della “paralisi del sonno”.

In tante culture questo ha un nome, scrive Geoffrei,

“gui ya chuang—che vuol dire una cosa tipo, “il fantasma nel letto.”

Nei paesi musulmani, spesso si parla di un jinn, uno spiritello.

In Cambogia, da dove viene la mia famiglia, la si descrive rifacendosi alla sensazione di essere schiacciati da una presenza demoniaca.

Durante il medioevo, si diceva che i succubi—demoni con sembianze femminili—seducessero gli uomini nel sonno.

Si diceva che queste creature servissero Lilith, che secondo il Talmud e la Cabala è la prima moglie di Adamo.”

 Voi vi chiederete “allora perché questo non succede durante il sonno, ma succede nei momenti quando il nostro cervello è vigile, e solo il corpo non riesce a muoversi?”

Forse perché i demoni non possono fare quello che gli pare, devono avere il nostro consenso.

Quindi se il demone ci prendesse nel sonno sarebbe un abuso di potere, che lui non ha.

Nel caso di paralisi nel sonno il nostro cervello è vigile e quindi in grado di ragionare, di dare il proprio consenso. Si prendimi, oppure, no vai via.

Molti santi raccontano che venivano a trovarli delle presenze con sembianze appunto di belle donne o begli uomini che cercavano di sedurli o di avere rapporti con loro, erano i demoni, e loro li scacciavano con le preghiere.

Nella nostra religione la presenza demoniaca è il nome più appropriato, sono demoni che vengono a farci visita. Per possederci, per spaventarci, per portarci a loro.

Se vi è mai capitato lo stato di “paralisi del sonno” andate al più preso da un bravo esorcista. Cercate di pregare, di confessarvi e di vivere i sacramenti.

Sappiamo molto poco del mondo spirituale, diciamo che crediamo in Dio, ma non crediamo fino in fondo, anche se nel CREDO che recitiamo ogni domenica in chiesa si dice “nelle cose visibili e invisibili”. Non crediamo nella vita eterna e non capiamo che siamo fatti dallo spirito che è l’inizio, l’anima e materia cioè il corpo.

L’ordine in cui Dio ci presenta questa realtà è perfetto: “lo spirito, l’anima e il corpo” (1 Tessalonicesi 5,23). Non è detto “anima, spirito e corpo”, oppure “corpo, anima e spirito”. Lo spirito è la parte preminente e quindi è menzionato per primo. Il corpo è la parte inferiore e quindi è menzionato per ultimo. L’anima sta in mezzo ai due e quindi è menzionata per seconda.

Questa anima che combatte da sempre con altri spiriti e anime dannate ha bisogno del nostro aiuto per avere le forze per difendersi. E la forza la troviamo nell’Eucaristia, solo noi siamo in grado di portare il nostro corpo alla Santa Messa e di dargli la forza di combattere.

Ania Goledzinowska

per LA CROCE QUOTIDIANO

Se avete avuto mai queste esperienze scrivetemi in privato a : testimonianze@cuoripuri.it

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One thought on “LA PARALISI NEL SONNO E UNA PRESENZA OSCURA – Una storia impressionante

  1. anna ha detto:

    PARALISI NEL SONNO
    Il fenomeno della paralisi nel sonno, detta anche paresi ipnagogica è una possibile caratteristica in cui, nel momento di passaggio allo stato di sonno, ma più comunemente, al momento del risveglio, ci si trova impossibilitati a muoversi. Questo disturbo che terrorizza gli interessati, dura molto poco (al massimo 2 minuti dal risveglio o pochi secondi prima di addormentarsi), talvolta di più, ma mai per un tempo oggettivamente lungo. Questo afferma la scienza. Il corpo è paralizzato; ma la mente è sveglia ed attiva. Nel momento in cui la mente si rende conto di non possedere la padronanza del corpo, generalmente si spaventa. Pensa ad un incidente, di aver perso il corpo, oppure che questa è la morte. Ciò produce una forte reazione emotiva che per conseguenza, innesca nuovamente il controllo sul corpo fisico. In genere la persona si sveglia in stato di agitazione, se non di terrore. Secondo alcuni esperti, le paralisi si presentano prevalentemente quando il sonno è agitato e legato alla fase REM, oppure in certe posizioni tra le quali quella di schiena. La versione ufficiale tira in ballo lo stato di stress che, ne sarebbe la causa principale. Altri invece, sostengono che lo stress si genera quando avviene la paura generata dalla paresi. A parere mio, è più probabile che lo stress generi un sonno leggero e quindi uno stato di maggiore lucidità, motivo per cui si riscontra lo stato di paresi il quale, a causa della paura, genera altro stress.
    I VIAGGI ASTRALI
    Sono detti viaggi astrali oppure OBE, una certa tipologia di fenomeni, nel corso del quale il soggetto ha la sensazione, ritiene di vivere oppure effettivamente vive, delle uscite e quindi dei viaggi al di fuori del proprio corpo. Si tratta quindi di esperienze extracorporee. Di fronte a questa possibilità, il corpo sarebbe unicamente un vestito nel quale si vive la fisicità in modo fortemente identificato. Il viaggio astrale sarebbe quanto è possibile fare attualmente, spogliandosi del vestito.

    In base a questa logica, ogni essere umano è anzitutto una entità che, all’occorrenza, sceglie di mettersi o togliersi il vestito del corpo fisico. Tutti noi, quando ci addormentiamo, ci sfiliamo il vestito e andiamo nel mondo onirico oppure astrale. Non ci sono persone che fanno i viaggi astrali e altre che non li fanno. Ci sono persone che li fanno e ne sono consapevoli e altre che li fanno ma non sono consapevoli. Quindi il farli è normalità. La differenza la fa lo stato di consapevolezza e l’intenzionalità del ricercarli. Al rientro nel corpo fisico, in base allo stato di coscienza, i soggetti ricorderanno in modi completamente diversi le loro uscite. L’uscita dal corpo è necessaria per ripristinare le energie e per imporre al corpo il riposo necessario. La mente umana non dorme mai completamente quindi, è necessario che si sganci dalla gestione del corpo fisico. Nel momento in cui esegue l’aggancio o lo sgancio, se il soggetto è cosciente, percepirà un momento di non padronanza del corpo, in base alla velocità col quale è compiuta l’operazione.
    Se si è coscienti mentre si è all’esterno del corpo, si percepisce di avere con il proprio corpo, un filo di unione che ne garantisce la padronanza e, consente sempre di ritornare in esso. Si tratta del così detto “filo d’argento” che, si spezzerà all’atto della morte. Se il rientro è veloce, è un attimo e, nessuna sensazione particolare è percepibile. Se il rientro avviene lentamente, si nota che esiste un lasso di tempo nel quale il “soggetto entità, quindi tu”, già è nel corpo, ma ancora non ne padroneggia le funzioni fisiche. Se il soggetto è consapevole, semplicemente pensa al centrarsi per poter padroneggiare il corpo e, questo avviene spontaneamente. Se invece il soggetto si ferma nell’eseguire il rientro, al momento in cui è già nel corpo ma ancora non padroneggia; avrà la sensazione di essere paralizzato.

    L’INTRUSO
    Secondo tradizioni popolari provenienti da diverse parti del mondo, durante il sonno si verificherebbe in alcune occasioni, che il dormiente riceva la visita di uno o più esseri che popolano il mondo dei sogni o dell’aldilà. In questi casi il soggetto può essere definito addotto ovvero, subisce interferenze da entità esterne. In passato si usavano termini quali incubi e succubi ed erano prevalentemente legati alla sfera sessuale. L’incubo era quello che imponeva la situazione, succube se la subiva. Il dormiente, maschio o femmina, riceveva visite notturne, generalmente di sesso opposto. Nei casi in cui il soggetto gradiva la visita in quanto la considerava piacevole, esempio l’amante diabolico per le donne, l’amante era l’incubo. Se invece l’amante era una donna diabolica che, si presentava ad un uomo e gli si concedeva, la presenza era succube. Ad alcune persone, queste visite erano gradite e le ricercavano, intendendole come amanti segreti, altre persone le intendevano come visite diaboliche e pertanto costituivano peccato. Non sempre però gli intrusi erano amanti, in talune occasioni erano semplicemente delle presenze estranee. Il termine estraneo si può tradurre in alieno e, in effetti, per taluni le visite notturne sono presenze aliene. Compaiono quindi i termini di adduzione, interferenza, rapimento alieno, abduction e paralisi da abduction. Mentre le visite di incubi e succubi, in relazione al sesso, trovano una giustificazione nella necessità o piacevolezza sessuale; altrettanto non si può dire quando la presenza è di tipo alieno, prevalentemente con le fattezze di quelli che poi sono stati chiamati grigi.

    In questo caso la faccenda si complica di non poco. Mentre i sogni e gli amanti scompaiono all’alba; nel caso delle visite aliene, sono state riscontrate prove oggettive che un qualche cosa di reale è avvenuto.
    PARALISI ABDUCTION
    Una certa percentuale di persone afferma che durante il sonno, arrivano entità aliene, le rapiscono, compiono tutta una serie di azioni, per alcuni positive e per altre negative e infine le riportano di solito dove le avevano prelevate, ma non sempre. Alcune persone affermano di ricordare parte di questo loro vissuto, altre lo faranno emergere mediante meditazioni guidate o ipnosi regressive. In genere sostengono di essere state prelevate, portate via passando attraverso i muri, di essere portate alcune dentro a degli ufo, e da qui, alcune dentro a basi militari. Qui avrebbero prevalentemente subito delle visite mediche e, taluni affermano che in quel frangente erano paralizzati. Uno dei maggiori quesiti da risolvere, è stabilire se i rapimenti avvengono prelevando il corpo fisico, oppure se è unicamente un prelevamento del corpo astrale. Ecco perché prima ho accennato ai viaggi astrali. A parere mio, possono verificarsi entrambe le ipotesi. Indagando, è possibile riscontrare prove sia dell’uno che dell’altro anzi, qualcuno giunge a ipotizzare che questa domanda è inopportuna in quanto superata dal fatto che corpo fisico e astrale, da una certa angolazione sono un tutt’uno.
    Mentre le paralisi spontanee al momento dello sgancio e aggancio del fisico hanno una durata spontanea e breve; nel corso dei rapimenti alieni, la durata sarebbe imposta in funzione dell’operazione che intendono eseguire. Teniamo però presente, che il valore tempo umano, non è uguale a quello alieno. Durante lo stato di paralisi da abduction, il soggetto può essere, non essere, o essere in misura diversa, variamente consapevole. Rapiti e ricercatori, tendenzialmente pensano che la consapevolezza del soggetto rapito, durante la fase di paralisi fisica, è determinata dal grado di consapevolezza del quale dispone il soggetto. Io propendo invece per l’ipotesi in base al quale, sì la consapevolezza del soggetto è importante; ma se vogliono, le entità aliene, possono fare in modo che il soggetto non sia consapevole. Quindi possono compiere tutta l’operazione a completa insaputa del soggetto. Il soggetto comunque memorizza, ma non ricorderà, se non mediante ipnosi. Ora la domanda seguente è: “Perché le entità aliene che operano il rapimento, consentono al soggetto di ricordare?” Le risposte possono essere due ovvero, non importa nulla a loro, oppure, consentono il ricordo perché questo ha una funzione. Durante i rapimenti e le paralisi, affermano i testimoni, che riuscivano a muovere solamente gli occhi. Ciò farebbe intendere che le entità aliene paralizzano l’intero essere, tranne gli occhi. Ebbene, io sostengo che questa interpretazione non è corretta, in quanto l’affermare che si muovevano gli occhi è generato dal fatto che il soggetto era in grado di vedere e di indirizzare la vista. Quando si è all’esterno del proprio corpo e si è consapevoli, il corpo astrale vede, o può vedere, perfettamente. Non vede mediante gli occhi fisici, ma addirittura può giungere a vedere contemporaneamente in tutte le direzioni e, se va oltre, giunge ad identificarsi in tutta la realtà circostante. Se invece, ancora il soggetto percepisce se stesso in forma umana, la vista sarà la conseguenza del come, ancora il corpo astrale utilizza il concetto di occhio. Al rientro affermerà il soggetto: “Ero completamente paralizzato, tranne gli occhi”. La prova di quanto affermo, consta nel fatto che, indagando la scena vista, spesso il soggetto afferma di vedere la scena, non dalla posizione oggettiva degli occhi fisici che sono chiusi; eppure lui vede ugualmente. Ora però, facciamo altro ragionamento.
    D1= Dio. D2= Davide ovvero, entità o scintilla proveniente da Dio. D3= Dario, manifestazione in terra di Davide. Io mi chiamo casualmente Dario e, utilizzo questa metafora o espediente dialettico per rendermi comprensibile. Ora facciamo però, la domanda che ci pone al centro della questione: “Dove era e quale ruolo stava svolgendo D2, mentre D3 era in stato di abduction e di paralisi aliena?”

    IL PIANO A MONTE
    I soggetti sottoposti ad abduction, se consapevoli del loro verificarsi, generalmente vivono le loro abduction come negative. Le vivono come si vive una disgrazia che capita. Non pensano che invece ciò che stanno vivendo è l’esecuzione di un piano concepito a monte, orchestrato da entità a noi superiori. Piano che forse noi abbiamo accettato e concordato prima di venire qui. Generalmente i rapiti affermano di aver subito delle visite di tipo medico, di essere stati scandagliati, di aver subito operazioni, di essere stati impiantati nel loro corpo degli strani micro oggetti. Vi sono donne le quali, sostengono di essere state rese gravide e in seguito gli sarebbero stati prelevati i feti. Ad altre invece, il feto non gli sarebbe stato prelevato e avrebbero poi partorito esseri particolari. L’insieme di questi e altri particolari, hanno fatto prevalere l’opinione in base al quale gli alieni stanno studiando l’essere umano. Ebbene, io affermo che gli alieni non stanno studiando l’umanità in quanto non la conoscono, perché arrivano da pianeti lontani. Affermo che il pianeta Terra è un grande laboratorio di genetica e di biologia in mano aliena. Non ci studiano, nel senso che non ci conoscono; ma ci gestiscono e studiano, quindi ci conoscono perfettamente. Noi umani siamo manifestazioni di entità aliene, in missione sulla Terra mediante corpo biologico. Le abduction positive, sono i controlli che effettuano per la realizzazione del piano. Le culture aliene presenti sulla Terra sono molteplici e, non tutte sono coerenti al piano dell’evoluzione genetica e di coscienza; alcune perseguono finalità energetiche/parassitarie. Gli esseri umani, ovvero le nostra anime, sono quindi collocate e vivono, secondo una logica che sfugge alla comprensione umana comune. Qualche ricercatore ha affermato che vi sono tre diversi gruppi di anime. Le anime che scelgono di essere qui ora a determinate condizioni. Anime che sono qui perché non avevano alternativa e, anime al quale è stato imposto di venire qui. Le anime che sono qui per libera scelta, hanno un livello di consapevolezza maggiore delle altre, vivono la vita positivamente e, nei casi di abduction o di viaggi astrali consapevoli, valutano il tutto come una forma di positivo vissuto mistico. Le altre anime interpretano in ottica negativa, in particolare quelle al quale è stato imposto di essere qui. Vivranno la vita senza entusiasmo e, saranno anime utilizzate come fonti energetiche e merce umana. Per terminare, un invito a tutti quanti i soggetti interessati: “La paura nel corso delle paralisi, non ti offre nulla in più, anzi ti toglie la consapevolezza che in quel momento tu sei vivo e presente, anche se il vestito fisico per un breve lasso di tempo, non è a tua disposizione”. Acquisire questa consapevolezza, ti mette al riparo anche dalla paura della morte. Tu un giorno, dovrai sfilarti questo vestito per non indossarlo più. La festa sarà finita, si tornerà a casa.
    Quando scoprirai chi sei, riderai di ciò che pensavi di essere!

    OPINIONE PERSONALE
    In base alle mie esperienze in astrale e alla ricerca svolta, attualmente sono di questa opinione: La paralisi che i soggetti percepiscono, corrispondono al momento nel quale la mente del soggetto non padroneggia il cervello e quindi mediante esso la fisicità. Non padroneggia il cervello in quanto ha lasciato il vestito e se ne sta all’esterno, oppure non sta indossando correttamente il vestito. Il problema delle paralisi è un problema fittizio, che però può diventare un dramma se le paralisi si protraggono e il soggetto non prende coscienza del come risolvere il problema. Soprattutto diventano un problema se corrispondono alle abduction aliene. Anche le abduction aliene sono un finto problema; in quanto se la vita ti ha portato qui, in quanto stai vivendo, ti porterà ancora altrove e continuerai ad esistere. Al limite potrebbe essere un problema la morte; ma a parte il fatto che non vi sono prove che gli alieni, mediante le paralisi in abduction uccidono gli umani, occorre rendersi conto che la morte è semplicemente il rinunciare al vestito fisico e non cessazione d’esistere in senso assoluto. Non intendo però affermare che le abduction tutte, sono positive. Io ipotizzo che esistono due tipi di paralisi fisiche nel sonno. La paralisi A spontanea, ovvero l’attimo in cui l’essere si mette o toglie il vestito fisico, oppure il momento in cui non è perfettamente centrato in esso. Esiste poi la paralisi B, la quale è esattamente come la A, ma intenzionalmente indotta e imposta da volontà esterna. Nel corso di rapimenti alieni, molti soggetti ricordano lo stato di paralisi e, ne restano terrorizzati. Questi soggetti devono comprendere, che se loro ricordano l’accaduto, è perché le entità aliene hanno concesso a loro di ricordare quindi, il problema maggiore ce l’hanno, senza saperlo, quelli che non ricordano, non quelli che ricordano. A quelli che ricordano è concesso servirsi del ricordo, mentre agli altri no. Riferita questa affermazione, al ricordo consapevole e spontaneo e non al ricordo mediante regressione ipnotica. Teniamo presente che la mente umana memorizza sempre tutto, ma non tutto poi è archiviato e reperibile a livello di conscio.

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